Nel nuovo episodio del format “Storie di Serie A” di DAZN, Nicolò Zaniolo apre il suo cuore e ripercorre le tappe di una carriera segnata da grandi aspettative, successi, cadute e rinascite. L’attaccante dell’Udinese, ex di Roma, Atalanta e Galatasaray, si mostra maturo e consapevole, raccontando la crescita personale e professionale che lo ha portato oggi a vivere una nuova serenità.
“Sono più sereno, nel passato rincorrevo sempre, cercavo la perfezione e di strafare. Ora ho trovato un equilibrio fuori dal campo che mi permette di essere tranquillo. — spiega Zaniolo — Ho una famiglia stupenda che mi aiuta a staccare la testa dal calcio: se tuo figlio ti sorride, passa tutto”.
Nel corso dell’intervista, l’ex talento giallorosso lancia anche un messaggio ai giovani giocatori che stanno emergendo in Serie A, come Francesco Pio Esposito e Francesco Camarda: “Quando sei giovane vieni catapultato nel mondo dei grandi e rischi di sentirti più di quello che sei. Io, dopo la doppietta contro il Porto in Champions, non avevo più i piedi per terra. È un errore che un ragazzo non deve fare. Bisogna circondarsi di persone che ti vogliono bene davvero, non per convenienza. Il mio consiglio a Camarda ed Esposito è proprio questo: fidatevi solo di chi vi è vicino per affetto sincero”.
Zaniolo parla anche dei momenti difficili vissuti durante la sua carriera, segnati da due gravi infortuni: “A Roma mi sono rotto il ginocchio contro la Juventus, è stata una botta terribile. Poi, dopo il recupero, ho avuto un altro infortunio al ginocchio sinistro. Non volevo operarmi, ero bloccato mentalmente. Ma col tempo ho metabolizzato tutto, sono stato fermo un anno intero e, quando sono tornato, ero una persona diversa. Gli infortuni ti cambiano, ma vanno affrontati con positività, perché da quei momenti si può uscire migliori”.
Tra i temi affrontati, non manca un passaggio dedicato al sogno di vestire di nuovo la maglia azzurra: “Sogno di giocare il Mondiale con l’Italia, chiunque lo farebbe. Non deve diventare un’ossessione, il mio focus dev’essere l’Udinese. Il commissario tecnico Gattuso ha detto che le porte sono aperte a tutti: io devo solo continuare a lavorare e fare bene ogni giorno”.
Infine, un pensiero al passato e al suo legame con Roma, città dove ha vissuto alcune delle pagine più intense della sua carriera: “La mia ragazza e mio figlio sono di Roma, non rifarei l’esultanza con l’Atalanta all’Olimpico e chiedo scusa a chi si è sentito offeso. Nella vita si sbaglia e non si sa mai cosa può accadere”.
Con parole sincere e tono riflessivo, Zaniolo si racconta come un calciatore rinato, consapevole dei propri limiti e delle proprie responsabilità, ma ancora animato da una forte ambizione: tornare protagonista con la maglia dell’Italia.


