L’ex regista dell’Udinese Gaetano D’Agostino è tornato a parlare dei bianconeri in un’intervista concessa a Il Messaggero Veneto, offrendo una lettura lucida e diretta sull’attualità della squadra di Kosta Runjaic. L’episodio da cui è partito il suo commento è stato il rigore concesso alla Roma nella sfida dell’Olimpico, deciso dal VAR dopo un tocco di mano di Hassane Kamara.
Secondo D’Agostino, la decisione arbitrale è stata corretta: “Anch’io lo avrei assegnato perché si è trattato di un intervento davvero scoordinato, con un braccio troppo staccato dal corpo. Il gesto tecnico era anomalo e il fatto che Kamara lo abbia riportato subito dietro la schiena dimostra che sapeva di aver commesso un errore”. Un’analisi che conferma la posizione di molti addetti ai lavori, tra cui CalcioUdinese, per i quali la dinamica del fallo non lasciava margini d’interpretazione.
L’ex centrocampista, protagonista in maglia friulana tra il 2006 e il 2010, ha poi affrontato un tema molto discusso: il rendimento di Nicolò Zaniolo, arrivato a Udine per rilanciarsi dopo stagioni altalenanti. D’Agostino non ha usato mezzi termini: “Per me non è mai stato un giocatore di grande intelligenza calcistica. Ha un fisico devastante e può fare la differenza, ma resta un giocatore normale che in questo momento sta facendo bene. Gli consiglierei di rimanere all’Udinese altri due o tre anni, perché questa è la piazza ideale per la sua crescita.”
Più entusiastico, invece, il giudizio su Arthur Atta, che continua a raccogliere consensi in tutta la Serie A: “Vedo in lui l’unico calciatore con una vera qualità di palleggio e gestione del ritmo. È quello che sa toccare la palla con tempi giusti e dare equilibrio alla squadra. Tuttavia, in generale, la rosa è costruita più sulla fisicità che sulla tecnica, e per competere ad alti livelli serviranno altri profili di talento.”
Infine, D’Agostino ha commentato con rammarico la prestazione dell’Udinese contro la Roma, una partita in cui la squadra di Runjaic ha mostrato solidità ma anche limiti nella gestione dei momenti chiave: “Le occasioni ci sono state, ma avrei voluto vedere qualcosa in più. La Roma è stata brava a bloccare le linee di passaggio e quando ha aumentato l’intensità, l’Udinese è andata in difficoltà.”
Parole che riassumono il momento del club friulano: una squadra in crescita, capace di buone trame e di un’identità definita, ma ancora alla ricerca di quella brillantezza tecnica che può fare la differenza nei grandi appuntamenti.



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