Karlstrom, il motore dell’Udinese: chilometri, continuità e una regia che convince

Il centrocampista svedese è diventato un punto fermo della squadra di Runjaic, sostituendo Walace e ritrovando anche la maglia della Nazionale.

Jesper Karlstrom è una delle certezze assolute della nuova Udinese targata Runjaic, un profilo scelto fin dai primi giorni dal tecnico per dare ordine, equilibrio e continuità al centrocampo bianconero. Arrivato per raccogliere l’eredità di Walace nel cuore della squadra, lo svedese si è imposto con regolarità, solidità e una capacità di lettura del gioco che lo hanno reso uno dei protagonisti più affidabili di questa fase iniziale della stagione.

Il Messaggero Veneto, nel dedicargli l’apertura delle pagine sportive, evidenzia come il mediano nordico abbia assunto un ruolo centrale nella costruzione della nuova identità bianconera: non solo per le qualità tecniche, ma soprattutto per un’intensità di corsa che lo colloca stabilmente tra gli elementi più dinamici della rosa, in un reparto che può già contare sulla straordinaria mobilità di Arthur Atta ossia il giocatore che percorre più chilometri dell’Udinese e tra i maggiori in Serie A.

I dati delle prime undici giornate raccontano con precisione il suo impatto. In nove gare su undici Karlstrom ha superato la soglia dei dieci chilometri percorsi, confermandosi un instancabile equilibratore tra fase difensiva e offensiva. Il suo picco arriva nella partita contro il Lecce, quando il totale raggiunge i 12,182 km, ma prestazioni simili si registrano anche contro avversari di primo livello: 11,916 km contro l’Inter, 11,920 con la Juventus e 12,123 contro l’Atalanta. L’unica eccezione si è verificata nella sfida con la Roma, in cui è stato sostituito nel finale e ha chiuso comunque con 9,493 km. Numeri che indicano non solo resistenza, ma costanza e capacità di incidere sulla durata dei 90 minuti.

La sua presenza, spesso nella top 2 dei giocatori più attivi dell’Udinese in ogni incontro, rappresenta una garanzia per Runjaic, che ha potuto contare su di lui in tutte le uscite stagionali, ad eccezione degli ultimi minuti contro i giallorossi. L’anno precedente aveva collezionato 37 presenze su 38, confermando un’affidabilità fisica e mentale che pochi altri nel ruolo possono vantare.

Karlstrom si è imposto anche per interpretazione tattica e posizionamento, due aspetti che gli permettono di essere puntualmente nel punto nevralgico dell’azione, sia nell’impostazione sia nella copertura. Le sue letture consentono alla squadra di accorciare in avanti, recuperare palla con ordine e ripartire con precisione. È un elemento che non occupa la scena con giocate appariscenti, ma che regge l’impalcatura della manovra garantendo stabilità a chi gli ruota intorno.

Il rendimento con l’Udinese gli ha inoltre riaperto le porte della Nazionale svedese, con cui è tornato titolare nella recente e sfortunata partita contro la Svizzera. Un ritorno che certifica il livello raggiunto e che valorizza ulteriormente il lavoro svolto in Friuli.

Runjaic ha trovato in lui il profilo perfetto per dare identità al centrocampo: un giocatore che unisce intensità, disciplina tattica e letture pulite, capace di interpretare sia i ritmi più alti della Serie A sia le fasi più delicate della costruzione dal basso. La scelta del tecnico di puntare su Karlstrom come sostituto naturale di Walace si sta rivelando una delle intuizioni più efficaci della stagione, anche a dispetto di chi storceva il naso per il suo arrivo dal campionato polacco due stagioni fa.

Lo svedese, oggi più che mai, rappresenta il fulcro dell’equilibrio bianconero, un riferimento costante che permette all’Udinese di mantenere compattezza e intensità in ogni gara e che continua a guadagnare centralità nel progetto tecnico.

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4 mesi fa

In realtà quello che fa più chilometri é Atta……

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