Se difesa e centrocampo hanno già contorni relativamente definiti, l’attacco bianconero rimane il reparto più soggetto a dubbi. La presenza di Keinan Davis è il primo elemento da valutare, perché l’inglese – titolare designato insieme allo spezzino Nicolò Zaniolo – obbliga lo staff a un monitoraggio continuo per la sua nota vulnerabilità muscolare. Quando è in condizione, Davis rappresenta il baricentro del gioco offensivo, ma il rischio di stop improvvisi induce Runjaic a ragionare con cautela.
A sostenere il peso dell’alternanza offensiva ci sono innanzitutto Adam Buksa e Vakoun Bayo, i due attaccanti più impiegati dal tecnico nelle rotazioni di questo avvio di stagione. Buksa, voluto espressamente in estate, era stato indicato come il sostituto naturale di Davis. Il suo rendimento resta altalenante: prestazione convincente contro l’Atalanta, meno significativa nella gara dell’Olimpico. Bayo, invece, aveva acceso l’entusiasmo con una buona prova a San Siro in coppia con l’inglese, ma lontano dai riflettori nerazzurri non ha sempre confermato la stessa incisività.
Come ricordano poi i colleghi de Il Messaggero Veneto nella lista delle alternative c’è poi Iker Bravo, la cui situazione rischia di complicarsi. Dopo lo sfogo in Nazionale, in cui il giovane attaccante ha lamentato lo scarso minutaggio, il paragone con il precedente “caso Sanchez” è tornato a circolare con insistenza. Runjaic, al rientro dal Mondiale U20, non lo ha inserito nemmeno in panchina in un paio di occasioni, segnale che un certo attrito tra allenatore e giocatore potrebbe effettivamente esserci. Una gestione delicata, soprattutto considerando il talento e il potenziale del giovane spagnolo.
A completare il quadro c’è l’ultimo arrivato: Cheikh Gueye, attaccante francese che ha immediatamente attirato l’attenzione con la doppietta realizzata nell’amichevole contro il Primorje. Le valutazioni, chiaramente, non possono basarsi soltanto su un test, ma le sue qualità sembrano aver convinto lo staff, tanto da alimentare l’idea che qualche minuto in più possa arrivare già a breve. Giovane sì, ma con spunti che meritano considerazione.
L’incertezza in attacco potrebbe però trasformarsi in una risorsa. La varietà di profili a disposizione offre a Runjaic soluzioni tattiche diverse, dalla fisicità di Buksa alla profondità di Bayo, fino alla tecnica di Bravo e alla freschezza di Gueye. Tutto dipenderà, come sempre, dalla condizione di Davis: con l’inglese in campo, l’Udinese ritrova punti di riferimento e verticalità; senza di lui, serve un equilibrio nuovo, ancora in cerca di stabilità.
Nei prossimi allenamenti il tecnico dovrà scegliere se puntare su continuità o sperimentazione. Le gerarchie, a oggi, sembrano orientate verso Buksa come alternativa principale, ma il reparto resta aperto a sorprese, soprattutto se i giovani dovessero rispondere con personalità e affidabilità.



…il problema è far arrivare loro palloni decenti per far goal
dovrebbe entrare da 75′ se sta bene Keinan è devastante