Gli episodi di tensione che si sono verificati ieri dopo Udinese-Bologna, gara terminata con il successo per 0-3 della formazione allenata da Vincenzo Italiano, hanno riacceso i riflettori sul tema della sicurezza negli stadi italiani. Secondo quanto riferito dall’agenzia ANSA, all’uscita dal Bluenergy Stadium un gruppo consistente di ultras rossoblù è rimasto coinvolto in un duro faccia a faccia con le forze dell’ordine, sfociato in scontri che si sono protratti per diversi minuti.
120 ROSSOBLU SI RIFIUTANO DI SALIRE SUL PULLMAN PER VIA DELLA SCORTA
Circa 120 tifosi del Bologna, riuniti nell’area riservata al deflusso degli ospiti, avrebbero rifiutato di risalire sui pullman con cui erano arrivati a Udine una volta appreso che la carovana sarebbe stata scortata, come avviene in modo consolidato, fuori dal territorio cittadino. La contestazione contro la scorta obbligata si è trasformata rapidamente in una situazione caotica, con tensioni crescenti tra i supporter e le forze dell’ordine incaricate di garantire la sicurezza dell’area e il regolare deflusso degli spettatori.
La ricostruzione fornita dalle autorità evidenzia come, nonostante i tentativi iniziali di mediazione, il rifiuto compatto degli ultras abbia generato un clima sempre più teso. La zona esterna allo stadio, già affollata per l’uscita del pubblico bianconero, è diventata il centro di un confronto caratterizzato da spintoni, lanci di oggetti e momenti di forte agitazione. L’intervento deciso dei reparti di carabinieri e polizia ha infine riportato la situazione sotto controllo, permettendo di ristabilire l’ordine e di procedere alla ripartenza dei mezzi.
SETTE FERITI TRA LE FORZE DELL’ORDINE
Gli scontri hanno causato sette feriti tra le forze dell’ordine, nello specifico cinque carabinieri e due agenti della Polizia di Stato, tutti colpiti da lievi contusioni. Le ferite riportate richiederanno, in seguito, medicazioni presso il pronto soccorso, ma nessuno dei coinvolti versava in condizioni gravi. Nessun ferito invece risulta al momento tra i tifosi, anche se diverse persone sarebbero state identificate e potrebbero essere sottoposte a ulteriori accertamenti nelle prossime ore.
L’episodio, che arriva in un momento in cui l’attenzione sulla sicurezza negli impianti sportivi resta elevata, mette nuovamente in luce la delicatezza della gestione dei gruppi organizzati in trasferta. Il protocollo della scorta fuori città, che da anni rappresenta una prassi per ridurre rischi in situazioni considerate potenzialmente sensibili, è stato contestato dagli ultras rossoblù, scatenando una reazione imprevedibile rispetto alle attese di un post-partita fin lì tranquillo.


