Christian Kabasele, difensore dell’Udinese, ha commentato la sconfitta contro l’Inter e lo ha fatto evidenziando gli aspetti su cui la squadra deve lavorare: “Potevamo fare meglio in tante situazioni. Nel primo tempo, abbiamo sbagliato il pressing, permettendo all’Inter di trovare facilmente le uscite. Una squadra forte come loro non ha avuto difficoltà a raggiungere la nostra area di rigore. La cosa positiva è che siamo rimasti in partita fino alla fine, nonostante il vantaggio degli avversari. Però siamo stati troppo timidi e non siamo riusciti a creare pericoli seri a Sommer”.
Durante il programma Udinese Tonight in diretta ieri sera su TV12 il difensore bianconero ha poi sottolineato come il rispetto verso le grandi squadre possa aver influito sulle dinamiche: “Contro squadre come l’Inter, a volte abbiamo troppo rispetto per loro. Quando abbiamo osato essere più aggressivi, però, siamo stati efficaci. Dobbiamo credere di più nelle nostre possibilità”.
Il percorso verso la consapevolezza
Sulle prospettive della squadra, Kabasele ha dichiarato: “Siamo a metà del percorso per acquisire piena consapevolezza del nostro potenziale. Ci mancano quelle due-tre partite consecutive di livello che ci permetterebbero di ripetere una striscia positiva come quella dello scorso febbraio. Abbiamo ancora tempo per migliorare e fare quel passo in avanti”.
L’importanza di Zaniolo e le difficoltà in attacco
Riflettendo sulle difficoltà contro l’Inter, l’esperto centrale difensivo belga ha parlato della mancanza di Zaniolo: “Sicuramente la sua presenza ci sarebbe stata utile, è un giocatore che sa gestire il pallone sotto pressione. Contro l’Inter, invece, abbiamo perso tanti palloni e abbiamo avuto difficoltà a tenere il possesso. Con lui in campo sarebbe stato diverso, visto che è capace di proteggere palla anche quando è circondato da più avversari”.
Kabasele ha poi escluso che la squadra possa dipendere da un singolo giocatore: “Non possiamo essere dipendenti da un singolo, come accaduto lo scorso anno con Thauvin. Dobbiamo trovare soluzioni collettive per non fare affidamento solo su uno”.
Il ruolo di Atta e la qualità di Arthur
In merito a possibile soluzioni tattiche, Kabasele ha parlato di Atta: “Ha le qualità per giocare da trequartista, ma è reduce da un mese fuori per infortunio, quindi non è facile tornare subito al top, soprattutto contro una squadra forte come l’Inter”. Ha poi elogiato Arthur: “Arthur è un top player, ha una grande personalità e sa prendersi la responsabilità di abbassarsi per ricevere palla quando non gliela passano. Sta a noi metterlo nelle migliori condizioni per esprimere il suo gioco”.
La continuità e il ruolo da titolare
Kabasele, ormai titolare inamovibile in difesa, ha riflettuto sul suo percorso: “Sono contento di giocare con maggiore continuità. Ho sempre lavorato con impegno, sia quando giocavo poco, sia ora che sono titolare. Quando sono in campo mi godo ogni minuto, sapendo che la mia carriera si sta avvicinando alla fine. Mi sento più tranquillo, ma continuo a lavorare nello stesso modo”. Ha aggiunto: “Quando si gioca tanto, prendi ritmo, e a volte non senti nemmeno la fatica, come quando abbiamo fatto tre partite in una settimana”.
L’adattamento e la crescita a Udine
Ricordando il suo arrivo a Udine due anni e mezzo fa, Kabasele ha spiegato il suo adattamento: “Non è stato facile inizialmente. Sono arrivato in un nuovo paese, ho vissuto in albergo per mesi e dovevo adattarmi a tutto. Ma l’importante è credere in se stessi, e io l’ho sempre fatto. Ho più di 100 presenze in Premier League, ho giocato in una delle squadre più forti del Belgio. Dovevo solo trovare continuità”.
L’esperienza di Padelli e l’importanza dell’età
Kabasele ha parlato anche della sua esperienza e quella di Padelli, entrambi veterani della squadra: “Non è facile entrare in campo solo sporadicamente e fare bene, ma entrambi l’abbiamo fatto. L’età non conta, conta ciò che puoi dare sul campo, e l’esperienza aiuta. Con Padelli siamo i più esperti dello spogliatoio e lavoriamo insieme per guidare i più giovani”.
Le difficoltà con il VAR
Il difensore belga ha poi espresso il suo disappunto riguardo l’uso del VAR: “Dovrebbe essere un aiuto per gli arbitri, ma in Italia non lo è. Ora il VAR sta diventando l’arbitro principale, guardando ogni piccola cosa. Non è più calcio, perché non possiamo essere aggressivi in difesa senza rischiare un rigore per ogni tocco in area”.
La difesa e gli errori individuali
Parlando della difesa, Kabasele ha sottolineato la necessità di migliorare: “Ci dà fastidio essere tra le peggiori difese, ma ci sono troppe disattenzioni individuali. In alcune partite abbiamo difeso bene, ma sempre commesso errori. I cinque gol subiti a Firenze pesano molto. La difesa deve essere più attenta a non aprire spazi per gli avversari”.
Un futuro migliore e l’obiettivo di migliorare
Nonostante le difficoltà difensive, Kabasele ha evidenziato l’aspetto positivo: “Siamo decimi in classifica, e questo con una delle peggiori difese. Se miglioriamo in questo settore, possiamo risalire la classifica. L’obiettivo è fare sette punti nelle prossime partite, con Roma e Lecce, per avvicinarci alle squadre di vertice”.
I compagni e le caratteristiche di Zaniolo e Gueye
Infine, Kabasele ha parlato dei suoi compagni di squadra: “Zaniolo è difficile da marcare in allenamento, ha una forza fisica impressionante. Gueye, invece, è un attaccante che segna sempre e ha il fisico per difendere il pallone. Ha solo bisogno di tempo per adattarsi meglio al gioco, ma sono sicuro che potrà fare grandi cose in futuro”.



Io direi che se cambiamo questo allenatore la prossima stagione sarà migliore
Tommy con gigino dove vuoi andare a Gardeland siamo da 30 anni in serie a A siamo una provinciale e BLA BLA BLA intanto lui 💸💸💸💸💸in Inghilterra. Con il papà di Gigino sì ma con il figlio solo fumo negli occhietti 👎✋
Tanto è il volere del tuo Padrone, solo questo rimanere sopra la terzultima e basta . Qui a Udine si accontentano . Intanto il padrone 💸💸💸💸💸💸al suo watford e conto inglese da buon Friulano