Giampiero Pinzi e l’Udinese sono stati legati per anni in una storia fatta di successi e crescita. Con ben 305 presenze con la maglia bianconera, il legame tra l’ex centrocampista romano e il club friulano è stato indissolubile per ben tredici stagioni da giocatore e successivamente per tre anni e mezzo nello staff tecnico. Un percorso che ha segnato una delle tappe più significative nella storia delle Zebrette.
L’inizio della carriera con l’Udinese
Originario di Centocelle, un quartiere di Roma, Pinzi arrivò all’Udinese nel 2000, trasferendosi dalla Lazio. Il suo esordio in Serie A avvenne subito, con 10 presenze nella sua prima stagione, inclusa la partita contro il Parma in cui fece il suo debutto ufficiale. A questo si aggiunsero le sue prime esperienze in Coppa UEFA, un torneo che giocò da protagonista, contribuendo a fare crescere il suo valore. Il suo primo gol in Serie A arrivò nel 2001, durante una vittoria per 2-1 contro il Verona.
La consacrazione come capitano
Nel 2004/2005, Pinzi divenne un punto fermo per l’Udinese, un ruolo che mantenne anche nell’anno successivo, quando il club bianconero si qualificò per la Champions League. Qui, nonostante una partenza difficile, con un’espulsione nella sconfitta contro il Werder Brema, Pinzi continuò a farsi apprezzare per la sua costanza e il suo impegno. Quando Valerio Bertotto lasciò, Pinzi assunse il ruolo di capitano, divenendo una figura fondamentale nella squadra. La sua leadership fu evidente fino alla fine della sua prima esperienza con il club, che si concluse nel 2007.
L’esperienza al Chievo e il ritorno all’Udinese
Dopo l’addio all’Udinese, Pinzi proseguì la sua carriera al Chievo, dove rimase per due stagioni. Sebbene non riuscì a tornare subito all’Udinese in quel periodo, il suo valore rimase innegabile. Dopo un anno senza molta fortuna, nel 2010 il centrocampista ritornò all’Udinese per una nuova avventura, questa volta con una mediana formata da compagni del calibro di Inler e Asamoah. Durante questa seconda esperienza, Pinzi segnò un gol spettacolare in semirovesciata contro la Fiorentina e contribuì con numerosi assist, fino alla qualificazione ai playoff di Champions League, poi persi contro l’Arsenal.
La fine di una carriera da calciatore e il passaggio allo staff
L’ultima parte della sua carriera calcistica si svolse ancora al Chievo, ma nel 2014 Pinzi decise di chiudere il suo ciclo da calciatore. Il suo nome rimase legato indissolubilmente all’Udinese, tanto da diventare una vera e propria bandiera per il club, posizionandosi al terzo posto nella classifica delle presenze dietro solo ad altri due storici capitani bianconeri come Di Natale e Bertotto. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, Pinzi intraprese la carriera da allenatore, diventando assistente nel club bianconero dal 2019 al 2021, prima di diventare vice allenatore nella stagione 2021/2022.
Il ritorno al calcio con il Lecce
Nel 2024, Pinzi fece ritorno all’Udinese come collaboratore tecnico di Fabio Cannavaro, prima di assumere, a partire dall’inizio di questa stagione, il ruolo di vice allenatore di Eusebio Di Francesco al Lecce ritrovando l’allenatore che lo aveva già voluto al Verona. Un passo che lo ha portato a essere protagonista in un nuovo capitolo della sua carriera, questa volta come tecnico.
La partita contro l’Udinese, che si disputerà al ‘Via del Mare‘, avrà per Pinzi un significato speciale, non solo per il suo passato, ma anche per il forte legame che ha ancora con la squadra che lo ha reso grande.



Giampiero tu si che sei grande 👍 solo che qui con Gigino , non il padre, non ti hanno considerato in quanto il figlio pensa solo 💸💸💸💸💸💸💸💸💸💸 da girare in Inghilterra tramite watford ecc.