Marcio Amoroso: “L’Udinese è stato il mio primo grande amore calcistico!”

L’ex bomber brasiliano si racconta a La Gazzetta dello Sport, ripercorrendo i momenti più significativi della sua carriera e il suo legame con Udine.

Marcio Amoroso, ex attaccante della Serie A, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport, dove ha raccontato gli aspetti più significativi della sua carriera. Nato a Brasilia il 5 luglio 1974, Amoroso iniziò la sua avventura in Europa nel 1996, con il trasferimento all’Udinese. Lì ha lasciato il segno, diventando capocannoniere della Serie A nel 1998-99 con 22 gol. La sua carriera proseguì con esperienze al Milan, al Parma, al Borussia Dortmund e al San Paolo.

L’Udinese è stato il mio primo amore

Amoroso ha raccontato a La Gazzetta dello Sport quanto l’Udinese sia stata importante nella sua vita calcistica. “L’Udinese è stata la mia prima grande esperienza in Europa”, ha spiegato. “Fu grazie a Gino Pozzo che ebbi la possibilità di farmi notare in Italia. Non è stato facile all’inizio: ambientarsi in un calcio diverso, resistere al freddo dell’inverno friulano… a Udine ricordo serate gelide, tanto che a un certo punto pensai di andarmene. In più, giocavo in un ruolo che non era il mio, ma poi con l’arrivo di Francesco Guidolin ho trovato la chiave: una volta iniziato a segnare, non mi sono più fermato”.

L’importanza di Zico e Calori nella sua carriera

Amoroso non dimentica chi lo ha aiutato a crescere, come Zico e Calori. “Zico è stato fondamentale, mi ha supportato fin dal primo momento e mi ha dato ottimi consigli“, ha ricordato il brasiliano. “Mi diceva di non mollare e che avrei imparato ad amare Udine, ed è stato proprio così. In attacco mi sono divertito con Bierhoff e Poggi, formavamo un tridente davvero forte“.

Il legame con l’Udinese si fece più solido grazie anche ad Alessandro Calori. “Nei primi mesi a Udine non giocavo, così chiesi al presidente Pozzo di essere ceduto. Avevo trovato un accordo con il Valencia, ma lui mi chiese di restare, perché eravamo in difficoltà con gli attaccanti. È stata una fortuna, perché Calori mi fece capire che dovevo cambiare approccio”.

La svolta: un gol che cambiò tutto

Il 15 dicembre 1996 è una data che Amoroso ricorda con piacere. “Quella partita contro la Fiorentina cambiò tutto. Ero una riserva, tutti pensavano che sarei andato via, ma gli infortuni dei compagni mi permisero di giocare. In spogliatoio, Alessandro mi fece una promessa scherzosa: ‘Se non segni almeno due gol, ti prendo a calci nel sedere’. E così fu: finì 2-0 per noi, con una doppietta mia. Da lì è iniziato il mio percorso all’Udinese”.

Udine, casa e cuore

Amoroso ha sempre considerato Udine come la sua casa. “Lì mi sono trovato benissimo, è un posto che mi è rimasto nel cuore. Mio figlio è nato lì e sarò sempre un tifoso bianconero. È un legame che non si spezza“, ha raccontato l’ex attaccante.

La Juventus sfumata e la vittoria della classifica cannonieri

Amoroso avrebbe potuto vestire la maglia della Juventus nel gennaio del 1999, ma un colpo di scena cambiò tutto. “Ancelotti mi voleva portare alla Juve, c’era anche uno scambio con Henry. Ma quando il francese rifiutò, l’affare saltò. Pochi mesi dopo, vinsi la classifica cannonieri della Serie A con 22 gol, un grande traguardo”. E non solo per Amoroso: “Sono l’ultimo brasiliano a esserci riuscito, e per me è motivo di grande orgoglio, considerando che in quegli anni giocavano campioni come Ronaldo, Ronaldinho, Robinho e Adriano“.

I compagni più forti e il futuro del calcio

Riflettendo sui giocatori con cui ha condiviso il campo, Amoroso ha ricordato i compagni più forti. “Bierhoff è stato un fenomeno nel gioco di testa, mai visto uno come lui. Anche Inzaghi era speciale: non gli davi una lira, eppure era sempre decisivo. Aveva una capacità incredibile di essere al posto giusto al momento giusto“, ha raccontato.

Guardando al calcio di oggi, Amoroso ha anche parlato di cosa potrebbe fare in un campionato attuale: “Con una squadra forte, potrei segnare anche 30 gol. Ai miei tempi le difese erano più solide, oggi il calcio è cambiato“. Inoltre, ha visto delle somiglianze con Neymar: “Lui ha il mio stesso stile di gioco, punta l’avversario e dribbla, ma io ero più una punta centrale“.

Un commentatore televisivo e un imprenditore attivo

Oltre a continuare a seguire il calcio, oggi Amoroso è anche un imprenditore. “Non riesco mai a fermarmi. Ho aperto quattro attività a Campinas, vicino a casa. Gestisco un’azienda di elettrodomestici, una di telefonia, una di cibo per animali e un centro sportivo di padel e footvolley sulla sabbia. Questo mi permette di stare vicino alla mia famiglia e continuare a essere attivo”.

Oltre all’imprenditoria, Amoroso commenta anche le partite per ESPN, mantenendo un occhio sempre attento sul calcio brasiliano e su quello internazionale.

Subscribe
Notificami
guest

4 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

SEI IMMENSO❤️, sempre un esempio..! ⚪️⚫️🤍🖤

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Una volta compravano Bierhof e Amoroso e ora Buksa e Bayo…..fenomeni Giniani

Tommy
Tommy
1 mese fa

Che trio d’attacco Bierhoff Amoroso Poggi

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Distante anni luce

Articoli correlati

L’ex portiere commenta la sconfitta contro la Juventus, elogia Okoye e parla del futuro dei...
L'ex allenatore dell'Udinese esprime apprezzamenti per l'operato di Kosta Runjaic, sottolineando come la sconfitta contro...
L’ex allenatore dell’Udinese analizza il match contro la Juventus e le sfide della squadra friulana,...

Altre notizie