Nuytinck: ‘Amo Udine e l’Udinese. Con Tudor zero feeling, ma devo dire grazie a Gotti’

L'ex difensore dell'Udinese si racconta tra Tudor e Gotti, gli ex compagni, l’esperienza al NEC Nijmegen e il sogno di allenare con uno stile offensivo e dinamico.

Bram Nuytinck, con 152 presenze in Serie A, ha lasciato un segno profondo nei cuori dei tifosi dell’Udinese e della Sampdoria. L’olandese, che oggi milita nel NEC Nijmegen, ricorda con affetto i suoi anni trascorsi in Italia. “Tra Udinese e Sampdoria ho ricevuto tanto affetto. Un bel momento? Quando sono stato nominato giocatore dell’anno a Udine“, ha dichiarato Nuytinck.

Parlando della città friulana ‘Brambo, ha aggiunto: “È un ambiente perfetto per crescere: qui la gente ti rispetta e ti tratta come un eroe, ma ti lascia anche vivere tranquillo. Il club è top, non manca nulla“. La sua esperienza in Italia, sebbene fatta di alti e bassi, rimane per lui un capitolo indimenticabile della sua carriera nonostante ora a 35 anni sia un punto di forza dei rossoverdi del NEC Nijmegen terzi in Eredivisie: “Vogliamo essere l’Atalanta d’Olanda.

UN RAPPORTO MAI DECOLLATO CON TUDOR E INFINITA STIMA IN GOTTI

Il difensore olandese non ha nascosto alcune difficoltà vissute durante la sua permanenza all’Udinese, specialmente nei confronti dell’allenatore Igor Tudor. “Con Tudor non è mai scattato il feeling“, ha spiegato. “Nel 2018, quando arrivò, urlava molto, era duro. Ricordo una litigata con Seko Fofana durante un allenamento, dove lo mandò fuori dal campo. Al suo ritorno si pose allo stesso modo, poi mi disse che mi avevano venduto in Francia. Io rifiutai, sapevo che sarei stato protagonista a Udine“.

Nonostante le difficoltà iniziali, Nuytinck ha trovato nel cambiamento di allenatore la chiave per il suo riscatto. “Dopo l’arrivo di Gotti, qualcosa è scattato: mi ha rilanciato subito da titolare, e da lì ho giocato ancora tre anni all’Udinese“. Il mister italiano è stato per Nuytinck uno degli allenatori più significativi della sua carriera, tanto che oggi lo considera un’ispirazione per il suo futuro.

I COMPAGNI IN BIANCONERO E IL TALENTO DI PAFUNDI

Durante la sua esperienza a Udine, Nuytinck ha condiviso lo spogliatoio con calciatori che sono poi diventati protagonisti a livello mondiale, come Rodrigo De Paul e Nahuel Molina. “Rodrigo era fenomenale, il migliore tra i compagni che ho avuto“, ha raccontato. Un altro calciatore che ha lasciato un segno è stato il portiere Juan Musso, che, secondo Nuytinck, “dava molta sicurezza“.

Parlando di un compagno meno celebrato, l’olandese ha menzionato “Stryger Larsen: secondo me avrebbe meriato di giocare in una grande squadra“. Inoltre, Nuytinck ha condiviso una riflessione su Simone Pafundi, giovane promessa dell’Udinese oggi in prestito proprio alla Sampdoria, le sue due squadre italiane: “A sedici anni si allenava già con noi, si vedeva che aveva qualità, ma in Italia è difficile emergere perché il livello del campionato è alto e ci sono giocatori più esperti. In Olanda, invece, i club devono puntare sui giovani perché il budget è limitato”.

VUOLE FARE L’ALLENATORE

Nuytinck, come detto, è ancora protagonista in campo, ma se guarda al futuro è sicuro di cosa lo aspetti: “Vorrei diventare allenatore“, ha rivelato. “Sto frequentando il corso in questi mesi, ma spero di giocare ancora a lungo. Come allenatore, il mio stile sarà quello alla olandese: gioco offensivo, pressing alto e costruzione dal basso“, ha dichiarato, delineando la sua visione per il futuro. Ma non dimentica l’importanza delle esperienze in Serie A: “Porterò con me anche indicazioni dal campionato italiano. Luca Gotti, in particolare, è stato fondamentale nella gestione dello spogliatoio e nella mia crescita“.

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25 giorni fa

E la risposta di Mister Gotti.🫶🏻

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25 giorni fa

Brambo, Ministro della Difesa
🤍🖤

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