Antonio “Totò” Di Natale, ex attaccante, capitano e stella indiscussa dell’Udinese oltre che uno dei migliori bomber della storia della Serie A, ha parlato oggi sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, commentando la situazione degli attaccanti in Italia.
Secondo Di Natale, la causa della carenza di goleador in Serie A è legata a più fattori. Il campionato non ha più i centravanti di una volta, né quelli degli ultimi anni. In passato, la Serie A ha visto grandi attaccanti come Higuain, Ibrahimovic, Icardi, Immobile e Osimhen, tutti giocatori in grado di segnare 20-30 gol a stagione e oltre. Oggi, la situazione sembra diversa.
Il gioco e la minore qualità negli ultimi metri
Di Natale ha continuato analizzando il cambiamento nel gioco delle squadre italiane. “Molti club preferiscono un gioco di palleggio, spesso impostato dal basso“, ha spiegato l’ex bomber. “Questo approccio, se da un lato porta a una maggiore circolazione della palla, dall’altro riduce le azioni dirette verso la porta, facilitando il compito delle difese avversarie, che hanno più tempo per organizzarsi e analizzare le situazioni di gioco“. Il risultato di questo tipo di gioco è una minore incisività in attacco e, di conseguenza, un numero inferiore di gol.
La Juventus e l’assenza di un bomber
Di Natale ha anche parlato della situazione in attacco della Juventus, prossima avversaria dei friulani sabato sera al “Bluenergy Stadium” che, pur senza un vero e proprio bomber, ha segnato cinque gol in più rispetto alla scorsa stagione. A questo proposito, ha elogiato il lavoro di Luciano Spalletti, sottolineando che il gioco dell’allenatore italiano aiuta molto gli attaccanti. “Spalletti è un fenomeno. Ho avuto il piacere di essere allenato da lui a Udine e il suo sistema di gioco facilita i movimenti degli attaccanti“, ha dichiarato Di Natale. “Nella mia esperienza con lui, io, Iaquinta e Di Michele riuscivamo a tirare in porta almeno 4-5 volte a partita“.
La carenza di gol da fuori area
Un altro aspetto su cui Di Natale si è soffermato è la scarsità di gol segnati da fuori area nel campionato italiano. “La percezione è che in Serie A si segni meno con conclusioni dalla distanza rispetto ad altri campionati, come la Premier League, dove vediamo molti giocatori segnare con tiri potenti da fuori area“, ha osservato. “Non conosco i numeri esatti, ma la sensazione è che manchino anche quelle reti su calcio di punizione che una volta erano più frequenti. Ad esempio, io ne ho realizzati circa quindici durante la mia carriera“.


