Runjaic dal ritiro di Lienz: l’Udinese e la fatica di Sisifo, ma la testa è già alla nuova Serie A

Il tecnico bianconero fa il punto sul lavoro in Austria, sui nuovi arrivi Vojvoda e Unai Gómez e sul caso Zaniolo

Kosta Runjaic

Giornata densa di presentazioni per l’Udinese in ritiro a Lienz. Dopo i volti nuovi, tocca a Kosta Runjaic salire sul palco della sala stampa. L’allenatore tedesco affronta i temi del momento: la costruzione della squadra, il mercato che entra ed esce, le prospettive di una stagione che si annuncia, come sempre a Udine, tutta da inventare.

Terza stagione a Udine, l’asticella e la metafora di Sisifo

Runjaic parte dalla longevità, un dato che in Serie A pesa. Il tecnico rivendica la soddisfazione di essere al terzo anno consecutivo sulla panchina friulana e mette subito le mani avanti: la salvezza resta l’obiettivo prioritario, da centrare il prima possibile. Il resto lo dirà l’evoluzione della rosa.

Sul discorso ambizioni, l’allenatore preferisce aspettare la chiusura del mercato. Le sue parole non lasciano margini di interpretazione: “Per quanto riguarda la storia di questa società è come il mito di Sisifo, ogni anno si ricomincia un po’ da zero e bisogna spingere la pietra verso l’alto che è scesa un po’ dalla montagna”.

Un’immagine potente, di quelle che restano. Con un corollario tecnico: le plusvalenze sono la benzina che tiene competitiva l’Udinese, e la flessibilità in questa fase è d’obbligo.

Il gruppo, la mentalità, i primi test

Il tecnico si dice soddisfatto di quanto sta vedendo sul campo. Quattro settimane di lavoro alle spalle e un clima che, a suo dire, promette bene:

  • ragazzi concentrati e applicati
  • un’atmosfera positiva nello spogliatoio
  • una preparazione fisica che comincia a dare frutti

Sulle amichevoli, Runjaic ragiona da preparatore: il minutaggio va distribuito, la base atletica va costruita, la stanchezza va governata. Nei prossimi test l’idea è mandare in campo due formazioni titolari differenti. La parola d’ordine, ripetuta più volte, è flessibilità.

Vojvoda e Unai Gómez, due acquisti “intelligenti”

Sui nuovi arrivi il giudizio è netto. Unai Gómez viene descritto come giocatore duttile, dinamico, con un potenziale ancora da liberare del tutto. Può occupare più posizioni sul fronte offensivo e ha nel piede l’attacco allo spazio.

Su Vojvoda, invece, il tecnico spende parole da leader designato:

  • grande esperienza in Serie A
  • personalità marcata
  • versatilità sulla fascia e all’occorrenza anche da centrale difensivo

Runjaic ricorda che l’Udinese è un contesto diverso dal Como e chiede tempo per l’inserimento.

Il caso Atta e il futuro dei giovani

Sull’addio di Atta, Runjaic gioca in punta di fioretto. Bisogna aspettare la fine del mercato, dice, ma il tempo a disposizione consentirà di ambientarsi all’assenza. Un in bocca al lupo al giocatore e una considerazione più larga: Udine resta la piazza giusta per crescere.

Okoye ai box, ma l’orizzonte è ampio

Sul portiere Maduka Okoye l’aggiornamento è tecnico e insieme di prospettiva. Il nigeriano ha accusato un problema alla spalla e il rientro è atteso il prima possibile. Il tecnico non nasconde le ambizioni: “Siamo ottimisti sul fatto che possa diventare uno dei portieri più forti di questa Serie A”.

Zaniolo, la maglia numero 10 e la responsabilità

Il capitolo Nicolò Zaniolo merita un paragrafo a parte. Runjaic ripercorre la scorsa stagione senza sconti: l’inizio in ritardo pesò, il valore di mercato è però tornato a salire e il rapporto con la piazza si è consolidato.

Il tecnico chiede all’ex Roma un salto di qualità che passa dalla responsabilità del numero 10 sulle spalle. La richiesta è chiara:

  • essere di esempio dentro e fuori dal campo
  • ripagare fiducia e affetto ricevuti a Udine
  • fare meglio della stagione precedente

Runjaic si dichiara “molto contento” del rientro alla normalità dopo le turbolenze estive.

La Nazionale e la nomina di Mancini

Una battuta anche sulla scelta della FIGC. Runjaic saluta con favore l’arrivo in azzurro di Roberto Mancini, allenatore che definisce esperto e carismatico. Poi la chiosa a metà tra il serio e il faceto: buona notizia per il calcio italiano, meno buona per l’Udinese, che rischia di perdere pedine per gli impegni della nazionale.

Il “nuovo” calcio dell’Udinese: verticalità e aggressività

L’ultima domanda è quella tecnica, la più interessante per chi ama il pallone raccontato dagli allenatori. Adam Buksa aveva anticipato che a Lienz si sta provando qualcosa di diverso, e il tecnico conferma la direzione.

La scorsa annata è stata analizzata a fondo: bene i risultati, meno bene i gol subiti, anche se la statistica delle ultime dieci giornate, con sole 7 reti al passivo grazie anche a Okoye, ha rassicurato tutti.

I margini di crescita, secondo Runjaic, passano da tre parole chiave:

  • stabilità difensiva
  • aggressività
  • compattezza

L’anno scorso l’Udinese ha faticato contro le squadre schierate con il blocco basso. La ricetta per il 2026-2027 punta su una maggiore verticalità, sulla capacità di attaccare l’avversario, sul lavoro di dettaglio che deve rendere i friulani un cliente scomodo tanto alla Dacia Arena quanto in trasferta.

Il tecnico sa che non si vedrà tutto già il 14 agosto, alla prima ufficiale. Il processo, avverte, si misurerà sulle prime giornate. Ma la strada è tracciata: consolidare il livello raggiunto e limare i dettagli. Sisifo, del resto, non si è mai arreso alla pietra.

Redazione

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12 Commenti
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1 mese fa

se tutto va bene siamo rovinati

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1 mese fa

Questo anno arriviamo quarti e andremo in chempion ma nel cpionato carnico frecce bamanes

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1 mese fa

Saranno Triestini o Juventini…

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1 mese fa

Tifosotti di melma

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1 mese fa

Quanti falliti nei commenti, allucinante

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1 mese fa

Ecco dove l’avevo già visto… 😁😁

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1 mese fa

…state già pensando a quante ne perderete?

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1 mese fa

Questo cominci dopo il terzo anno a dare un gioco alla squadra paiaso

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1 mese fa

Paiasso 😴

Sergio
1 mese fa

Manca altra punta ✋

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