E’ stato il difensore del Camerun e dell’Udinese l’ospite di ieri sera su TV12 per Udinese Tonight. Il jolly difensivo di mister Kosta Runjaic è appena tornato a vestire la maglia dei bianconeri friulani in gare ufficiali, dopo uno stop molto lungo per infortunio. “Dopo diciotto mesi sono tornato alla normalità, l’allenamento tutti i giorni, la volta scorsa anche la partita” esordisce così Ebosse davanti alle telecamere di TV12.
L’ANALISI DELLE ULTIME TRE GARE – “La partita di Venezia ci ha fatto male, poi abbiamo trovato due squadre come Juventus e Atalanta. Quando prendi due gol subito come con la Juventus poi è difficile rimontare, contro l’Atalanta abbiamo fatto una buona partita. Il primo tempo è andato molto bene, dovevamo fare il secondo gol, poi loro hanno messo il turbo e il secondo tempo ed è stato più difficile. Abbiamo giocato bene, è stata una partita bella da vedere ma alla fine abbiamo preso zero punti”.ù
L’ARBITRAGGIO CON L’ATALANTA – “Ogni stagione a inizio anno vengono a spiegarci il regolamento, ma poi in campionato dipende da caso a caso. Noi però dobbiamo segnare quando abbiamo l’occasione e non aspettare un rigore o uno sbaglio dell’arbitro. Sul mani di Hien e sulla gomitata di Ruggeri forse non abbiamo protestato perché non c’erano giocatori vicini. Magari l’arbitro non sente la pressione e allora non fa nulla. Nelle riunioni però ci dicono che solo il capitano può andare a parlare con l’arbitro, il direttore ci ha raccomandato di non prendere giallo per proteste, c’è anche una multa perché è una cosa che danneggia tutti”.ù
IL RITORNO IN SERIE A DOPO PIù DI UN ANNO – “Al rientro non ho sentito paura perché ho lavorato tanti mesi per questo momento. La Salernitana e la Juventus sono l’inizio della seconda parte della mia carriera, sono stato tanto fuori infortunato ma è tutto alle spalle, ora c’è solo felicità. Faccio anche un applauso a me stesso, perché tornare da una cosa così non è facile. Ora mi sento anche meglio di prima, sono contento di essere tornato e di poter aiutare la squadra. Ho giocato un po’ nel pre-campionato, un po’ in Primavera, dieci minuti con la Salernitana e cinquanta con la Juventus: sono pronto a partire dall’inizio. Ho chiesto io di andare in Primavera e contro la Juventus ho sentito che mi è servito. Ora aspetto di riprendermi il posto”.
IL PERCORSO PER TORNARE IN CAMPO – “Ci sono stati giorni più difficili di altri ma l’obiettivo è sempre stato quello di tornare in campo. Il calcio è tutta la mia vita, anche se mi infortunassi una terza e una quarta volta lavorerei per ritornare. È sempre possibile tornare in campo, non mi lascerei dire ‘basta con il calcio’ da un dottore. Sono sempre stato testardo fin da piccolo, facevo impazzire i miei genitori”.
I DIALOGHI CON DEULOFEU – “Ho parlato con Deulofeu, ma per lui è una cosa più lunga. Ha avuto un solo infortunio ma con un percorso molto più difficile”.
IL PRIMO INFORTUNIO – “Quando sono arrivato qua avevo iniziato bene, la stagione stava andando bene, sono andato al Mondiale e poi contro l’Inter è iniziato l’inferno. Ora però l’ho superato e mi sento come prima dell’infortunio”.
LA VICINANZA DI COMPAGNI E SOCIETA’ E L’IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA – “Tutti mi sono stati vicini, non mi sono mai sentito abbandonato. Tra un infortunio e l’altro ho anche avuto un figlio, ora quando mi alzo la mattina e vengo allo stadio so per chi lo faccio. Mio figlio si chiama Eden, ha poco più di un anno, ora a gennaio ne arriverà un secondo”.
BILANCIO ATTUALE E FUTURO – “Quest’anno abbiamo iniziato bene, anche come idea di gioco. L’allenatore è bravo, siamo tutti felici di averlo qui. Speriamo dopo la sosta di fare punti, siamo concentrati, abbiamo due settimane per lavorare e preparare la partita con l’Empoli. Dobbiamo fare punti, nel calcio l’unica cosa che conta è vincere”.


