Di Natale: “Quasi un dispiacere segnare al Napoli: in otto partite gli ho fatto nove gol!”

L'ex stella bianconera è l'uomo simbolo di Napoli-Udinese: "Al Napoli non mi hanno mai voluto. Pozzo come un papà: gli dissi che se voleva mandarmi via mi doveva cacciare. Per lavoro salgo a Udine ogni 15 giorni. I Pozzo? Anticipano tutti!"

Antonio Di Natale, napoletano di nasciata e stella dell’Udinese con 445 partite in bianconero corredate da 227 gol e 73 assist, è l’uomo simbolo della sfida di domani sera al “Maradona” tra Napoli e bianconeri friulani. I colleghi de Il Corriere dello Sport in edicola oggi gli hanno dedicato una lunga intervista. Eccone i passaggi principali.

CONTRO IL NAPOLI – «Credo di averci giocato sette, otto volte. Sono tanto tifoso, e a Napoli c’erano i miei fratelli, mi dispiaceva… Ridendo e scherzando, gli ho segnato nove gol, sei in due partite. Perché non ho mai giocato nel Napoli? Perché non mi hanno voluto».

IL RAPPORTO CON UDINE – «Salgo ogni quindici giorni, ho un sacco di attività. Immobiliare, un’azienda di caffè, Totò caffè, le scuole calcio. Udine è bellissima, una volta ho detto che a Udine ho portato il sole e c’è anche il mare a cinque minuti da casa mia».

LO STORICO RIFIUTO ALLA JUVENTUS – «Quando c’era Delneri, a Udine era tornato Guidolin. Un anno prima avevo rinnovato per altre quattro stagioni. Non mi andava di partire. Dissi al presidente Pozzo, per me un papà, con lui ho ancora un rapporto bellissimo: «Io qui resto per sempre, se proprio volete che vada alla Juve mi dovete cacciare».

ANCHE CONTE LO VOLEVA IN BIANCONERO – «Anche Conte mi voleva alla Juve.”Tu vai a mille, io vado piano, che ci vengo a fare”? La mia risposta».

LA BREVE PARENTESI DA ALLENATORE – «Mollata definitivamente, ho le mie cose da curare. E sono tante e tutte a Udine. I ritiri, la settimana impegnata con gli allenamenti… no, basta: ho bisogno di stare tranquillo. Non mi va. Diciotto anni sui campi sono più che sufficienti».

ALEXIS SANCHEZ IL COMPAGNO PIU’ FORTE –  «Alexis a diciassette anni era incredibile. Fuori da Udine Baggio, Del Piero, Totti, ma quando ho visto Maradona …».

ALLE IENE DESCRISSE COSI’ LO SPOGLIATOIO DELL’UDINESE – «Non si capisce niente, ci sono settemila lingue. Argentini, napoletani, turchi… L’allenatore scende, dà la formazione e dice “andate in campo, ci vediamo dopo”»  .

E SUI POZZO COMMENTO SINTETICO E CHIARO CHE TRASMETTE STIMA INFINITA – «I Pozzo anticipano tutti».

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1 anno fa

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1 anno fa

Indimenticabile😍😍

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1 anno fa

Un napoletano friulanizzato. Grande stima ed affetto Totò

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1 anno fa

Ecco questa è una cosa che non ho mai capito, quando si gioca con una squadra si deve dare il meglio a prescindere se ciò significa fare gol alla squadra della tua città e del tuo cuore , lui spesso ha evitato di giocare contro il Napoli e non mi è mai piaciuto questo atteggiamento

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