Collavino: “Udinese modello di sostenibilità. Sogniamo l’Europa e aspettiamo Deulofeu”

Trent’anni consecutivi in Serie A, uno stadio all’avanguardia e una strategia che coniuga crescita sportiva, economica e ambientale: Collavino spiega il "progetto Udinese" ai microfoni di AS

L’Udinese è da oltre tre decenni una delle realtà più solide del calcio italiano. Con la stagione in corso, il club friulano ha raggiunto 30 anni consecutivi in Serie A, un traguardo superato solo da Milan, Inter, Roma e Lazio. Merito della gestione della famiglia Pozzo, che da quasi 40 anni guida la società con una visione internazionale.

Nel corso di questi anni, campioni come Di Natale, Bierhoff, De Paul, Alexis Sánchez e Cuadrado hanno vestito la maglia bianconera. Ma l’Udinese oggi si distingue anche fuori dal campo, grazie a una strategia basata su tre pilastri: sostenibilità economica, sociale e ambientale. Di questi temi ha parlato il direttore generale Franco Collavino, in sella al ruolo in bianconero da ben 25 anni, ai colleghi iberici di AS. Ecco un sunto dell’intervista rilasciata alla versione online del famosissimo quotidiano sportivo spagnolo.

BlueEnergy Stadium e modello gestionale

Uno degli asset chiave del club è il BlueEnergy Stadium, struttura moderna e di proprietà, tra le pochissime in Italia, che ospiterà la Supercoppa Europea il prossimo 13 agosto. “Non è solo uno stadio per le partite, ma un centro vivo tutto l’anno, con oltre 150 eventi e nuove aree commerciali e sanitarie in costruzione”, ha spiegato Collavino.

Il percorso per arrivare a questa realtà non è stato semplice. “Abbiamo concluso i lavori in meno di due anni, dopo dieci di attesa burocratica. Nessun fondo pubblico, tutto finanziato dal club. Un modello raro in Italia”.

L’intuizione globale della famiglia Pozzo

L’Udinese ha sempre avuto una proiezione internazionale, culminata con le gestioni di Granada e Watford. “Condividiamo risorse, conoscenze e talenti. Il nostro scouting, attivo in tutto il mondo da oltre 30 anni, è stato un apripista. Oggi integriamo anche strumenti di intelligenza artificiale per identificare giovani promesse”.

Una rete che ha portato in Friuli talenti come Alexis Sánchez, poi ceduto al Barcellona dopo una trattativa diretta dallo stesso Collavino e tornato proprio quest’estate in Friuli dall’Inter per terminare la propria carriera, o Rodrigo De Paul, che ha avuto bisogno di anni per esplodere, ma è diventato colonna dell’Argentina campione del mondo e perno insostituibile dell’Atletico Madrid di Diego Simeone.

Runjaic, Deulofeu, Thauvin e i nuovi gioielli

L’attuale tecnico Kosta Runjaic è frutto di un lavoro analitico. “Non è stato un salto nel vuoto: era monitorato da tempo. Ha portato competenza e risultati”. Lo stesso dicasi per Florian Thauvin, rilanciato dopo le difficoltà in Messico, oggi leader dello spogliatoio.

Deulofeu, fermato da infortuni, resta legato al club: “Lo aspettiamo a braccia aperte. È uno di noi”. Anche Iker Bravo, giovane talento spagnolo, è considerato un profilo “da Udinese”, pronto a esplodere.

Una sostenibilità a 360 gradi

La visione dell’Udinese non si limita al calcio giocato. Con Macron, lo sponsor tecnico, è stata realizzata una maglia completamente sostenibile, e con BlueEnergy si sta installando un impianto fotovoltaico sul tetto dello stadio, che genererà 1 milione di kWh all’anno. Grazie a queste iniziative, il club è stato invitato alla COP29 di Baku, unico club italiano tra i sette selezionati.

Per crescere serve innovazione. Noi puntiamo su sostenibilità finanziaria, sociale e ambientale. È questo il nostro presente e il nostro futuro.”

L’obiettivo: tornare in Europa

Il sogno dichiarato è il ritorno nelle competizioni europee. “In 40 anni con i Pozzo, abbiamo fatto 11 apparizioni UEFA. Vogliamo tornarci. Ma il primo obiettivo resta la continuità in Serie A, dove siamo presenti da 30 stagioni consecutive.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calcioudinese.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

1 Comment
più nuovi
più vecchi più votati
Commento da Facebook
1 anno fa

Ma 4 sconfitte di seguito con l’ultima vergognosa. Una rosa di giocatori in gran parte, non da serie A con soldi sottratti all’Udinese per strapagare giocatori del Watford. Dirigenti che non motivano da anni col rischio sfiorato più volte di retrocedere, acquisti di infortunati cronici. Brenner pagato 10 milioni manco in panchina? Kamara 19 milioni manco se fosse rivestito in platino.Kabasele 6 milioni? Kristensen lo fate allenare con i bradipi per la velocità? Anche Bjol si sta allenando con Kristiansen ed i suoi bradipi? Lovric corre durante la settimana? Ziobue lo mandate a giocare altrove?

Articoli correlati

Oumar Solet
Gli esami strumentali chiariscono l'entità del problema muscolare, rientro previsto dopo la sosta...
Sarà il fischietto torinese a dirigere la sfida di San Siro, in programma lunedì prossimo...
La squadra di Allegri cade ancora in Europa dopo una gara combattuta: decisivo il talento...

Altre notizie