Guidolin tra ricordi, balli e passione: “Con Sanchez e Di Natale era magia”

L’ex tecnico dell’Udinese racconta alla Gazzetta la sua carriera, l’amore per il ciclismo e il sogno mai spento di tornare nel calcio in un ruolo diverso

Una pagina di nostalgia e orgoglio quella dedicata oggi dalla Gazzetta dello Sport a Francesco Guidolin, l’amato ex allenatore dell’Udinese, che ha ripercorso alcune delle tappe più emozionanti della sua carriera. Originario di Castelfranco Veneto, il tecnico ha parlato di calcio ma anche della sua grande passione per il ciclismo, uno sport che continua ad accompagnarlo nella vita quotidiana.

Guidolin ha rivendicato con fierezza un primato speciale: essere l’unico tecnico ad aver qualificato quattro squadre italiane in EuropaVicenza, Udinese, Bologna e Palermosenza mai aver allenato un top club. Un traguardo che testimonia la sua capacità di valorizzare contesti meno blasonati e di ottenere risultati con il lavoro, l’intuizione e la gestione del gruppo. A questo si aggiungono tre promozioni dalla Serie B alla Serie A, a conferma di una carriera lunga, densa e vincente.

L’Udinese occupa un posto speciale nei suoi ricordi, e non poteva mancare un aneddoto dedicato a uno dei giocatori più iconici del suo ciclo: Alexis Sanchez. “Si allenava sempre forte, dovevamo mandarlo via dal campo”, ha raccontato Guidolin, spiegando come per esaltarne le qualità avesse deciso di cambiare modulo: “Passai al 3-5-1-1, con Sanchez dietro a Di Natale, un altro fenomeno”. Quella stagione, il 2010-2011, vide l’Udinese qualificarsi in Champions League e culminò in un siparietto indimenticabile: “Vidi Boateng ballare per lo scudetto del Milan e promisi che se ci fossimo qualificati in Champions avrei ballato anch’io. Alexis e gli altri mi misero in mezzo e ballai in campo. Un disastro…”, ha ricordato ridendo.

Sullo stato attuale del calcio italiano, Guidolin ha individuato in Vincenzo Italiano l’allenatore in cui si riconosce di più. “Mi piace per il coraggio, la competenza, il modo aggressivo di giocare e la capacità di tirar fuori il massimo dai suoi calciatori. Mi ci rivedo”.

Il capitolo finale dell’intervista ha lasciato aperta una porta sul futuro. Pur avendo scelto di ritirarsi, Guidolin ha rivelato di aver proposto anni fa all’Udinese un ruolo di supporto a un tecnico giovane, una figura ibrida e innovativa, a metà tra tutor ed esperto strategico: “Mi piacerebbe ancora. Penso che avrei qualcosa da dare”.

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9 mesi fa

Il Migliore allenatore che ha tenuto l’udinese, e que Gruppo aveva Messo insieme

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