In una breve intervista rilasciata a La Gazzetta di Parma in vista del Festival della Serie A, in programma nel weekend nella città ducale, l’ex allenatore dell’Udinese e campione del mondo nel 2006 Fabio Cannavaro ha commentato il cambiamento in atto nel calcio italiano, soffermandosi in particolare sul passaggio delle proprietà dei club a gruppi statunitensi. Un tema particolarmente attuale per i bianconeri, dove si prospetta la fine dell’Era della famiglia Pozzo e l’inizio di una nuova gestione proprio da parte di un fondo americano…
Le parole di Cannavaro.
“La Serie A è cambiata, senza dubbio. Un tempo rappresentava un traguardo per molti giocatori, sia italiani che stranieri. Oggi, invece, sembra diventata più una tappa di passaggio: si arriva qui, ma spesso con l’idea di trasferirsi presto in altri campionati europei. In passato tutti volevano venire in Italia per restarci, ora non è più così. Per fortuna, l’ingresso dei gruppi americani ha portato un certo equilibrio, contribuendo a garantire stabilità al nostro calcio. Il loro arrivo è stato fondamentale per il sistema calcistico italiano. Detto questo, è fondamentale tornare a investire nei nostri giovani, a credere in loro. Se continuiamo a cercare talenti all’estero solo per valorizzarli e poi rivenderli, il movimento non cresce. Dobbiamo rimettere al centro i vivai, che oggi rappresentano un anello debole. Ed è un vero peccato, perché l’Italia ha sempre avuto una solida tradizione di grandi giocatori e talenti autentici”.


