Una storia di riscatto, pazienza e determinazione: quella di Keinan Davis, oggi attaccante dell’Udinese, non è un percorso lineare, ma piuttosto la testimonianza di come nel calcio la forza mentale possa fare la differenza. In un’intervista a The Athletic, il centravanti inglese ha ripercorso i momenti chiave della sua carriera, dagli inizi umili fino all’approdo in Serie A, passando per delusioni, scelte difficili e ostacoli fisici.
Davis, classe 1998, ha cominciato nei campi dimenticati del calcio inglese, dopo essere stato svincolato dalle giovanili dello Stevenage, club della sua città. Finisce nel Biggleswade Town, squadra di settimo livello inglese (corrispondente alla I Categoria italiana, Ndr), dove il calcio professionistico sembra una realtà lontana. “Passare dal Biggleswade all’Aston Villa a 17 anni non succede tutti i giorni – racconta – ho sempre avuto la mentalità dell’outsider”. Il suo arrivo al Villa Park ha del miracoloso: “Pensavo fosse un sogno solo entrare nello spogliatoio della prima squadra. Poi ho giocato in Premier League per anni, ma non mi sono mai sentito davvero un titolare fisso. Sapevo che prima o poi sarei dovuto andare via”.
Dopo l’esperienza al Villa, il cammino lo porta prima al Nottingham Forest, poi al Watford, dove le cose non vanno come sperato. “Al Forest c’era unità, ma al Watford era diverso. Cambi di allenatore, barriere linguistiche, tanti giocatori stranieri con cui era difficile comunicare. Non c’era sintonia”. La mancanza di connessione si riflette sul campo e Davis comincia a interrogarsi sul proprio futuro.
La svolta arriva nel 2023, quando si apre la possibilità di un trasferimento all’Udinese, club gemellato con il Watford. Inizialmente però Davis rifiuta la proposta: “Pensavo solo all’Inghilterra. Conoscevo la Serie A, ma non la seguivo. Poi ho parlato con Dave Northfield, il mio ex allenatore al Biggleswade: non poteva credere che stessi dicendo di no. Le sue parole mi hanno fatto cambiare idea”.
Il resto è storia recente. L’approdo in Friuli è segnato da una lunga serie di infortuni, che rimandano l’esordio al nuovo anno: “Appena arrivi vuoi farti notare, guadagnarti il rispetto dello spogliatoio. Invece mi sono fermato subito. È stato durissimo, soprattutto mentalmente”. Davis però non si arrende, lavora in silenzio e torna protagonista nel momento più delicato della stagione, firmando il gol decisivo contro il Frosinone che vale la salvezza dell’Udinese.
Oggi, con una condizione fisica completamente recuperata, Davis è pronto per scrivere una nuova pagina: “Voglio dare finalmente il mio contributo dall’inizio. Ora sto bene, voglio impattare davvero sulla stagione”. Un messaggio chiaro, quello dell’attaccante inglese, pronto a passare dall’etichetta di outsider a quella di leader offensivo dei friulani.
Seguici su
Aggiungi calcioudinese.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Se sta bene da 100 a zero a Lucca
Sperin….
Qualcuno mi spiega perche l’udinese sta cedendo giovani 2007/2008 a inter e Lazio e altre, da quel che si legge???
Se sono giovani cosi promettenti da andare in grosse società perche non si punta su di loro a udine???
Basta gufare.. aspettiamo, prima di leggere il futuro..
sperin che no si segni tant seno al tocje partalu in carozzerie
Se non fosse più delicato di un calice di cristallo ….. 🤞🏻🤞🏻🤞🏻
Diego Piasentin nelle quattro partite che giocherà, darà sicuramente il suo contributo.
e per sommare ridicolo a ridicolo questi pensano che Davis possa sopperire all’assenza realizzativa aperta con la cessione di Lucca
ahahah mah mi faccia il piacere
anche stando al massimo della forma e senza infortuni è un giocatore che in carriera non ha manco lontanamente sfiorato la doppia cifra in nessun campionato abbia disputato
manco nella serie b inglese
ma per favore. là davanti serve ben altro
Udinese, club gemellato con il Watford
🤣🤣🤣🤣🤣
il senso del ridicolo qua è abissale
ahahah caxxo non l’avevo osservato fino ad ora
dalla foto pare che Samardzic regga la testa mozzata di Davis
quasi fosse un famoso quadro di Caravaggio della decollazione di San Giovanni Battista