Solet, dal Laval a Udine: sogni, gol e nuove responsabilità

Il difensore francese racconta il suo percorso: dagli inizi da centrocampista al Salisburgo, fino alla consacrazione in Serie A con l’Udinese

Oumar Solet, uno dei pilastri della difesa dell’Udinese, si è raccontato in una lunga intervista a Rivista Undici, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua carriera. Classe 2000, il francese ha iniziato la sua avventura calcistica allo Stade Lavallois, non come difensore ma come centrocampista. “Era un ruolo che mi piaceva e mi divertiva molto – ha ricordato – credo che qualche abilità di allora si veda ancora oggi nel mio modo di giocare”.

Il centrale bianconero ha poi rivissuto un momento indimenticabile della scorsa stagione: il gol segnato contro l’Inter a San Siro. Una rete spettacolare che lo ha consacrato al grande pubblico. “È stato uno dei più belli della mia carriera fino ad ora. Non ho pensato troppo a cosa fare dopo aver recuperato il pallone: ho semplicemente agito”.

Prima di approdare in Friuli, Solet ha vissuto quattro anni intensi al Salisburgo, club che gli ha permesso di crescere e fare esperienza anche in Champions League. “A Salisburgo mi hanno rispettato e mi sono goduto ogni momento fino all’ultimo giorno. Venire a Udine è stata la scelta migliore dopo quel capitolo”.

Il difensore francese ha parlato anche del rapporto con Kosta Runjaic, allenatore dell’Udinese che lo ha subito messo al centro del progetto tecnico: “Runjaic è stato chiaro e diretto dal primo momento. Ho apprezzato molto il suo approccio e sento grande fiducia da parte sua. Voglio ripagare tutto questo attraverso le mie prestazioni”.

Guardando al futuro, Solet non nasconde le proprie ambizioni. “Mi piacerebbe vincere la Coppa del Mondo da protagonista almeno una volta, poi giocare con il miglior club del mondo. E il terzo sogno è sollevare la Champions League”. Obiettivi che raccontano la determinazione di un calciatore che, passo dopo passo, vuole imporsi ad altissimi livelli.

Oggi, a soli 24 anni, Solet rappresenta una delle certezze della nuova Udinese: talento, fisicità e visione di gioco lo rendono un difensore moderno, pronto a guidare la retroguardia friulana verso nuove sfide e a inseguire traguardi sempre più prestigiosi.

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