Felipe analizza l’Udinese: “Troppi rallentamenti, la svolta deve partire dalla difesa”

L’ex centrale bianconero critica la gestione del pallone e invita a valorizzare gli attaccanti: “Davis va sfruttato di più”

Felipe Dal Bello, ex difensore e bandiera dell’Udinese, ha commentato sulle pagine del Messaggero Veneto il difficile avvio di stagione della squadra di Kosta Runjaic, con particolare riferimento al pesante ko subito a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Un’analisi a tutto tondo, che tocca difesa, centrocampo e attacco, ma che individua nella retroguardia il principale punto debole.

“Questa è un’ottima squadra, ma serve una svolta sul piano del gioco”, ha dichiarato Felipe, sottolineando come l’Udinese al Mapei abbia abbassato il ritmo quando invece serviva accelerare: “Troppi fraseggi lenti, quando si poteva cercare subito in profondità Davis e Zaniolo”.

Secondo l’ex centrale brasiliano, il problema nasce dalla lentezza dei difensori centrali nel far ripartire l’azione: “Kristensen e Solet trattengono troppo il pallone, rischiando con dribbling e lanci forzati, invece di servirlo subito ai centrocampisti. Così si finisce larghi e scoperti, come nel terzo gol del Sassuolo. E sul primo sono mancati aggressività e rabbia sull’uomo”.

Felipe, in bianconero dal 1999 al 2010 e poi tra 2015 e 2017, ha anche commentato le scelte tattiche di Runjaic, difendendo i cambi di modulo: “Non è il sistema di gioco a fare la differenza, ma gli interpreti”. Ha portato l’esempio del 4-4-2 contro il Milan: “Non era sbagliato lo schieramento, ma alcuni uomini non erano adatti, come Zarraga in mediana”. Il problema, a suo avviso, è che gli avversari hanno capito il piano del tecnico: concedere il palleggio e poi colpire in ripartenza, come hanno fatto Milan e Sassuolo.

In merito agli interpreti, Felipe ha avanzato una perplessità sulla gestione di Goglichidze, visto in buone condizioni contro l’Inter ma non impiegato nella ripresa col Sassuolo: “Il georgiano può anche adattarsi da terzino in una linea a quattro, poteva essere utile”.

Un passaggio anche su Palma, al debutto dal primo minuto: “Non va giudicato solo sugli errori nei due gol subiti. Ha mezzi fisici e grande tranquillità. Per crescere deve giocare, sbagliare e imparare”.

Infine, le valutazioni sugli esterni e sull’attacco: “Zemura corre molto ma da terzino non convince, meglio come quinto, anche se meno solido di Ehizibue. Kamara è più anarchico ma garantisce più copertura”. Su Zaniolo, Felipe osserva che “ha qualità, ma rallenta troppo il gioco. Deve cercare di più i compagni e in particolare Davis, che può fare un lavoro prezioso per tutta la squadra”.

Il messaggio è chiaro: l’Udinese ha qualità, ma deve velocizzare il gioco e trovare equilibrio tra i reparti. La chiave, secondo Felipe, resta nella capacità della difesa di alimentare con rapidità gli uomini offensivi, per valorizzare al massimo un reparto avanzato con potenzialità ancora inespresse.

Redazione

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4 Commenti
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maurizio
11 mesi fa

I Pozzo e la piazza hanno perso la pazienza.

maurizio
11 mesi fa

D’accordo con Felipe, gli errori di Runjaic, nascono dal cambio modulo e dall’esclusione di Bertola che nelle prime due partite,aveva fatto molto bene, senza dimenticare Goglicize che a livello di esperienza e cattiveria agonistica è fortissimo. Il mister ha l’handicap di non conoscere il calcio italiano di serie a e serie b e neanche gli interpreti di questi campionati, oltretutto ci mette del suo nel complicarsi la vita, non parla l’italiano etc. Contro il Cagliari, VIETATO SBAGLIARE.
I Pozzo e la piazza ha perso la pazienza.

franco
11 mesi fa

quando non ci sono giocatori adeguati alla categoria è arduo sperare di avere una squadra decente per la serie A

Commento da Facebook
11 mesi fa

se non hai gente che sa crossare o saltare l’uomo sulle fasce, Davis deve uscire a cercare palloni da giocare, il crucco è nel pallone speriamo in un qualche miracolo individuale di qualcuno dai..

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