Il futuro di Kosta Runjaic sulla panchina dell’Udinese appare sempre più incerto. Le ultime tre giornate hanno portato appena un punto, e il confronto con la sorte di Paulo Pezzolano – esonerato dal Watford nonostante un bottino di sette punti nello stesso arco temporale – alimenta dubbi e riflessioni. L’esonero del tecnico uruguaiano da parte di un altro club della famiglia Pozzo, con una situazione di classifica non drammatica, getta ombre sulla posizione del tecnico bianconero. E’ questo, in estrema sintesi, il ragionamento che hanno fatto i colleghi de Il Messaggero Veneto provando a darsi la seguente rispota.
L’Udinese, costruita per lottare per la salvezza, si trova in un momento di evidente difficoltà, non solo dal punto di vista dei risultati, ma anche sul piano del gioco. I fischi del pubblico friulano dopo il pareggio interno con il Cagliari hanno fotografato il malumore crescente attorno alla squadra e, in particolare, attorno al suo allenatore. Un segnale chiaro di come il feeling tra Runjaic e la tifoseria non sia mai realmente sbocciato.
A pesare, oltre al rendimento deludente, è anche il distacco comunicativo. Dopo oltre un anno e mezzo in Italia, il tecnico continua a parlare esclusivamente in inglese durante le conferenze stampa, una scelta che alimenta polemiche e che viene vissuta da molti come una mancanza di rispetto verso tifosi e addetti ai lavori. La barriera linguistica si riflette anche nei rapporti interni alla squadra, che appare spesso disunita e priva di quella coesione necessaria per affrontare una stagione di sofferenza come quella in corso.
Sul piano tattico, le perplessità aumentano di settimana in settimana. Runjaic resta fedele al modulo 3-5-2, ma l’efficacia degli esterni è ai minimi storici. L’acquisto di Zanoli, giocatore abile nel gioco in profondità, sembra non essere stato sfruttato appieno: le sue caratteristiche non vengono valorizzate da uno schema privo di movimenti senza palla e troppo statico. L’impressione è che il sistema continui a funzionare come se in campo ci fosse ancora Ehizibue, generando così confusione e inefficienza.
L’assenza di preparazione sulle situazioni da palla inattiva è un altro campanello d’allarme. In occasione della prima gara di campionato contro il Verona, secondo alcune indiscrezioni, il tecnico non avrebbe dedicato nemmeno una sessione alla fase difensiva sui calci piazzati, un dettaglio che si è rivelato fatale con il gol subito proprio da corner. Errori che in Serie A si pagano a caro prezzo.
Anche all’interno dello spogliatoio, non sembrano esserci segnali di piena sintonia tra allenatore e squadra. Alcuni episodi lasciano intendere che la connessione tra Runjaic e i giocatori sia parziale, e questo alimenta ulteriori interrogativi su quanto il gruppo sia realmente compatto. In questo contesto, sorprende che nemmeno Gökhan Inler, uomo di esperienza e mediatore tra società e campo, sia riuscito a convincere il mister a fare un passo verso una maggiore integrazione, magari imparando la lingua o adottando strategie più inclusive.
La situazione dell’Udinese, seppur ancora non drammatica, impone riflessioni immediate. E mentre altrove non si esita a cambiare guida tecnica per rilanciare le ambizioni, in Friuli la posizione di Runjaic comincia a traballare. L’impressione è che, per il tecnico tedesco, il margine d’errore sia ormai ridotto al minimo e che i prossimi risultati saranno decisivi per il suo futuro.



Inutile tirare m addosso a lui… o fare disquisizioni su moduli vari… campagna acquisti sensazionale sulla carta ma deludente nella realtà dei fatti tralaltro con giocatori fuori forma evidente e buttati per necessità da subito nella mischia. Esterni che sono non da oggi ma da sempre dei fardelli di cui è impossibile liberarsene… giocatori specie gli africani a cui manca letteralmente l’ABC del calcio…ok corrono e tanto ma sterilmente… i pulcini hanno più padronanza della palla di questi …. uno stage alla scuola Calcio per un mese sarebe utile…poi la colpa è del tecnico ? Se non si hanno gli ingredienti giusti e di qualità il prodotto finale sarà sempre una ciofeca.
fate il calcolo, con 1,33 punti medi a partita, per 38 partite, come può scricchiolare la panchina del tecnico? ma dai dai
Andava mandato via prima della sosta.. allenatore scarso che doveva lanciare i giovani e in realtá gioca sempre con gli stessi.. a casa please!!!
Palladino subito 👍
Spalletti é libero
Se vieni esonerato ci sono 3 allenatori italiani liberi che possono rientrare per l’Udinese e sono :
1 De rossi
2 Palladino
3 Gianpaolo
Sinceramente nessuno dei 3 mi dà fiducia: forse Palladino, non De Rossi e assolutamente no Gianpaolo. Pero evidentemente è un’ impressione personsle
Tesser sarebbe l’uomo giusto
No
Non si vergogna, non ha imparato ancora una parola di italiano, maleducato
La tradizione degli allenatori a Udine negli ultimi anni è questa: se ne prende uno sconosciuto (Runjaic) o esordiente nella categoria (Gotti, Sottil), fa una stagione intera,si classifica nella parte sinistra e si riconferma, l’anno dopo a metà campionato circa si esonera e si sostituisce con una soluzione interna che poi non viene riconfermata e vai con un altro colpo di testa per l’anno successivo… Runjaic verrà sostituito con Inler e l’anno prossimo si riparte da Calori o da Di Natale?? Per quanto fatto e dato a Udine da calciatori e per il loro attaccamento alla maglia meriterebbero entrambi, ma sarebbero un grande colpo di testa, tra i due direi Calori, ha più esperienza!
Via via via via !!!!!! Ultime 16 gare , media punti 0,75 ! Sempre colpa della squadra???? Vonde !