L’Udinese Calcio ha diffuso una nota ufficiale dopo la richiesta di rinvio a giudizio del Presidente Franco Soldati e del Vicepresidente Stefano Campoccia nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte plusvalenze legate alla cessione di Rolando Mandragora. Una decisione che, secondo la società, è stata accolta “con non poca sorpresa”, considerando gli sviluppi giudiziari già maturati in un procedimento parallelo.
Nella comunicazione, il club friulano ha scelto di mantenere un profilo prudente, evitando di soffermarsi sulle difese presentate nelle fasi precedenti dell’indagine. Tuttavia, l’Udinese ha ricordato come le proprie controdeduzioni siano state già illustrate in maniera approfondita alla Procura di Udine, sottolineando la convinzione della società sulla solidità delle argomentazioni fornite.
Uno dei passaggi più significativi riguarda il confronto con un’indagine analoga svolta a Bologna. Il club evidenzia infatti che un procedimento identico, relativo agli stessi temi giuridici, è stato archiviato dal GIP del capoluogo emiliano, che aveva motivato la sua decisione con valutazioni di diritto considerate pienamente applicabili anche al fascicolo ora nelle mani del GUP di Udine. Secondo l’Udinese, tale precedente rappresenterebbe un punto di riferimento importante nel delineare la correttezza delle operazioni contestate.
L’AUSPICIO DEL CLUB DELLA FAMIGLIA POZZO
La società friulana manifesta quindi l’auspicio che la questione possa essere chiusa rapidamente già nella prossima fase processuale. L’auspicio espresso è che in sede di udienza preliminare si arrivi a un proscioglimento, ritenendo che manchino i presupposti per un’accusa fondata. Pur mantenendo un tono istituzionale e rispettoso del lavoro degli inquirenti, il club fa capire di confidare nella “insussistenza dei reati contestati”.
Il comunicato non entra ulteriormente nei dettagli tecnici dell’operazione Mandragora, né nei meccanismi che hanno portato alla contestazione delle presunte irregolarità contabili. Ma il richiamo all’archiviazione di Bologna e alla natura speculare del procedimento lascia trasparire la convinzione che la posizione del club sia difendibile e che le operazioni di mercato contestate fossero in regola.
L’Udinese, che negli ultimi anni ha spesso rivendicato la trasparenza del proprio modello gestionale, ribadisce implicitamente la fiducia nell’esito del percorso giudiziario. Il caso, che rientra nelle verifiche più ampie sui valori di mercato attribuiti ai calciatori nei trasferimenti, continua comunque a rappresentare un tema sensibile per molte società italiane, spesso chiamate a giustificare valutazioni economiche fortemente legate al contesto e alle dinamiche di mercato.
LA PALLA PASSA AL GUP
Resta ora da attendere la decisione del GUP, che dovrà stabilire se procedere o meno con il processo. La società friulana, nel frattempo, conferma la sua posizione e si dice pronta a difendere la correttezza delle operazioni contestate, confidando che il pronunciamento arrivi presto e in linea con il precedente già registrato in Emilia-Romagna.
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Noi o almeno io siamo sorpresi che non hanno mai indagato sui giochetti 💰💸💶💴prima Granada e poi watford ✋i nodi vengono al pettine 🪮✋
I nodi vengono al pettine 🪮
Mentre per aver pagato 19 milioni Kamara tutto a posto?
👍👏👏👏