Durante l’ultima diretta del format Fontana di Trevi su Cronache di Spogliatoio, Riccardo Trevisani ha ammesso di aver espresso valutazioni affrettate sull’approdo di Nicolò Zaniolo all’Udinese.
Un’autoanalisi che lo stesso giornalista definisce necessaria, alla luce del rendimento del giocatore nelle prime settimane friulane. L’argomento è stato introdotto con il tema della possibile convocazione in Nazionale: «Se Zaniolo fa 12 gol ce lo portiamo al Mondiale? Se ci andiamo», ha detto con il suo consueto tono ironico, aprendo a una riflessione più ampia sul percorso del calciatore.
Il legame personale con il giocatore
Trevisani ha raccontato di aver sempre seguito Zaniolo, quasi con affetto: «Mi devo scusare, mi sento quasi un padre», ha ammesso. Ha ricordato di averlo apprezzato sin dai tempi delle giovanili, dalle prime apparizioni con la Roma e dall’esordio in Nazionale, momenti in cui aveva intravisto un talento destinato a brillare.
Proprio per questa stima iniziale, ha spiegato, la delusione per le sue esperienze negative all’estero era stata particolarmente forte. «Le sue disavventure in giro per il mondo – ha raccontato – mi avevano fatto pensare che non ce la facesse più, che fosse entrato nella fase alla Balotelli».
La rinascita a Udine
Secondo Trevisani, la svolta è arrivata grazie all’ambiente bianconero: «Mi pare che l’Udinese gli stia restituendo luce e voglia di giocare». Il commentatore ha evidenziato come Zaniolo stia mostrando atteggiamenti nuovi, più maturi, soprattutto nelle situazioni in cui viene provocato dagli avversari. «L’ho visto tre, quattro volte non reagire a provocazioni che tutti gli fanno conoscendo il suo carattere», ha spiegato, sottolineando che questo autocontrollo rappresenta un segnale evidente della sua crescita.
Le prospettive stagionali
Trevisani non si è sbilanciato sul futuro a lungo termine del giocatore, ma ha ipotizzato che l’attuale stagione potrebbe portare numeri importanti: «Mi sembra un futuro da 10-12 gol in questo campionato».
Per lui, Zaniolo sta diventando una delle colonne della squadra: «In questa Udinese è nettamente il calciatore più forte insieme ad Atta». La rinascita dell’ex Roma, secondo il giornalista, non riguarda solo le prestazioni sul campo, ma anche l’atteggiamento mentale e la capacità di gestire le pressioni, due aspetti che negli anni precedenti avevano finito per offuscarne il talento.
Seguici su
Aggiungi calcioudinese.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


