Okoye: “Nato in Germania, ma mi sento nigeriano. All’Udinese sto benissimo, ma in futuro…”

Il portiere dell’Udinese racconta il suo legame con la Germania, la Nigeria e il suo futuro in Serie A, tra sogni e ambizioni: "Scelgo il N°40 perché..."

Maduka Okoye portiere nigeriano dell’Udinese ha condiviso, in un’intervista esclusiva rilasciata ai colleghi de Il Correre dello Sport, la sua esperienza tra Germania, Nigeria e Italia. Nato e cresciuto in Germania, Okoye ha raccontato di sentirsi fortemente legato alla sua città natale, Düsseldorf. “Sono cresciuto in quella zona, l’ho tatuata sulla pelle insieme al numero 40, che rappresenta il mio quartiere d’infanzia. È una zona vicino al centro, ma dove niente ti viene regalato. Devi lottare per tutto”, ha spiegato il portiere.

La Nigeria, la scelta per la maglia verde e l’identità nigeriana

Nonostante le sue radici tedesche, Okoye ha sempre avuto un forte legame con la Nigeria, il Paese di origine del padre e del fratello minore. “La Nigeria è il mio Paese. È stata una scelta naturale, quella di giocare per la nazionale nigeriana. Non ci ho pensato nemmeno un secondo: era il mio sogno. Mi sento nigeriano a tutti gli effetti”, ha dichiarato, sottolineando il profondo attaccamento alla cultura e alle tradizioni nigeriane.

L’Italia è ormai casa, ma il futuro è incerto

Okoye si è trovato a suo agio in Italia e ha parlato con entusiasmo della sua esperienza nel nostro Paese: “Mi trovo bene, qui è casa mia. Non so cosa accadrà in futuro, ma mi piacerebbe continuare a crescere e magari salire di livello. Per ora sono concentrato sul presente, ma sicuramente voglio rimanere in Italia per tutta la mia carriera”, ha rivelato il portiere dell’Udinese, manifestando un chiaro attaccamento al calcio italiano.

Il migliore in Serie A e in Europa: i suoi riferimenti tra i portieri

Quando si parla di colleghi, Okoye non ha dubbi su chi sia il miglior portiere della Serie A: “Maignan è il numero uno. In Europa, invece, guardo con ammirazione Neuer per le sue parate e Donnarumma per la sua capacità sulla linea di porta”, ha affermato, riconoscendo il talento dei suoi colleghi.

La tecnica del portiere: prima le parate, poi tutto il resto

Oggi il calcio moderno richiede ai portieri di saper giocare con i piedi, ma per Okoye la priorità resta una sola: “Un portiere deve saper parare. È la cosa più importante. Se un portiere sa usare solo bene i piedi, ma non è in grado di parare, allora non è utile alla squadra”, ha spiegato, ribadendo l’importanza della capacità di parata nel ruolo.

La possibile carriera all’Inter e la soddisfazione con l’Udinese

Due anni fa, Okoye ha avuto l’opportunità di trasferirsi all’Inter, ma poi il club milanese ha optato per il trasferimento di Martinez. Nonostante ciò, il portiere non ha alcun rimpianto: “Non mi manca niente, sto bene dove sono. Udinese è un club che mi ha accolto e mi ha dato tanto”, ha dichiarato con sincerità.

La forza del gruppo Udinese e il ruolo dell’allenatore

Parlando della sua squadra attuale, Okoye ha elogiato il gruppo dell’Udinese, sottolineando il forte spirito di coesione. “Abbiamo un gruppo compatto, c’è una bella energia. Non è arrivata per caso, abbiamo lavorato tanto e l’allenatore ci prepara nel migliore dei modi. I leader della squadra sono Kabasele, che ci dà esperienza e sicurezza, e il capitano Karlström, ma anche Zaniolo, che è un giocatore che fa la differenza in campo. Però, credo che il merito vada a tutto il gruppo, guidato da un tecnico come Runjaic, che è davvero bravissimo”, ha affermato con ammirazione.

La comunicazione in spogliatoio: un mix di lingue

Infine, Okoye ha parlato della varietà linguistica che caratterizza la comunicazione tra i giocatori. “Nel nostro spogliatoio parliamo un mix di lingue: italiano, inglese e francese sono le principali”, ha concluso, evidenziando la multiculturalità della squadra.

Redazione

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4 mesi fa

dopo tante cappelle e la papera di oggi per me vai dove vuoi

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4 mesi fa

Ma ti rendi conto che sei scarsetto,ogni tanto qualche bella parata ma spesso errori veniali,oggi altri 2

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4 mesi fa

Argomenti poco interessanti..
Stuzzicano di più i suoi “interventi” fuori dal campo..

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4 mesi fa

Cmq ragazzo discontinuo, si può vendere, non ci sono portieri in giro , forse Carnesecchi, ma costa. Largo a Nunziante

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4 mesi fa

Il.futuro arriverà molto presto

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4 mesi fa

Tutti così dicono, prima Kristensen, poi lui, mi sa che questa estate ci sarà un fuggi fuggi

Sergio
4 mesi fa

Con Gigino e la sua programmazione 💰e la sua seconda “ prima squadra il watford “ per forza e noi fessi con gli abbonamenti ogni anno , comunque dai da 33 anni in serie A siamo una provinciale. Gigino spendi solo x l’Udinese con il ricavato delle vendite che fai ogni anno invece di portare valuta in Inghilterra watford vedi Bayo kamara 19 mln ecc. 👎👎👎👎👎👎

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4 mesi fa

Ma in futuro… ti prego vattene 🤣uno dei portieri più scarsi passati per udine e fa pure il prezioso

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4 mesi fa

In effetti l’impressione è sempre la stessa a Udine si sta bene non manca nulla anzi, poi giustamente uno vuole progredire, essere ambizioso, guadagnare più soldi.
Dopo essere valorizzato dall’Udinese
una vendita importante e tutti contenti società e giocatore.
Modello Udinese da oltre trent’anni in serie A e avanti un’altro nessuno è indispensabile.

Sergio
4 mesi fa

E noi sopra la terzultima in A fino a quando dura comunque la corda a tirarla troppo o prima o poi si spacca con il nostro Gigino il padre era tutt’altra cosa 👎

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