Il figlio di Andrea Sottil racconta un episodio avvenuto poco prima della chiamata dei bianconeri
Riccardo Sottil, giocatore della Fiorentina e figlio del nuovo allenatore dell’Udinese, ha rilasciato un’intervista al Messaggero Veneto parlando proprio della carriera di suo padre e della nuova avventura.
GAVETTA. “Papà ha fatto tanta gavetta partendo da lontano, ha fatto un lavoro da incorniciare con l’Ascoli e adesso si è guadagnato questa opportunità che si merita. Sono stati bravi i Pozzo a vedere in lui il profilo giusto, e anche se sul giudizio conteranno solo i risultati, posso dire che entrerà nel cuore della gente, e che era destino“.
L’ANEDDOTO. “Un mese fa eravamo a mangiare in un ristorante di amici a Lignano Sabbiadoro, dove abbiamo la casa al mare, e uno di loro ha chiesto a papà se gli sarebbe piaciuto allenare l’Udinese. Lui ha risposto che sarebbe stato un sogno e che tornare nella società in cui ha avuto i migliori risultati da calciatore è sempre stato un suo obiettivo. A me tra l’altro ha sempre detto che Udine è stata una favola per lui, tra l’impresa di Leverkusen e l’Intertoto vinta, e due giorni dopo quel pranzo gli è arrivata la telefonata. E se questo non è destino…“.
I VALORI DI SOTTIL. “Veniamo da una famiglia operaia, i nonni gli hanno sempre insegnato a sudarsi il pane e di conseguenza i valori sono quelli di un uomo vero, e quindi anche leale. Vuole un calcio veloce e intenso proiettato verso la porta e lascia molta libertà ai giocatori offensivi”.
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