Il nuovo tecnico bianconero, Andrea Sottil, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Sottil ha evidenziato la grande emozione di esordire in Serie A con l’Udinese
Andrea Sottil non riesce a trattenere tutta la gioia di tornare a Udine dopo averci giocato anni fa. Per lui, è la prima esperienza nel massimo campionato italiano e, questo, è quello che ha raccontato alla Gazzetta dello Sport.
Le sue parole.
LA PRIMA AVVENTURA IN SERIE A CON I BIANCONERI. “È una grande emozione. Era il mio sogno allenare l’Udinese. Arrivo in una società in cui c’è tutto e non manca nulla. Ritrovo il direttore Pierpaolo Marino, la famiglia Pozzo, la storica segretaria Daniela, tanti amici. Entro in uno stadio bellissimo e percepisco pure l’entusiasmo e la fiducia della gente”.
COSA GLI È RIMASTO DEL FRIULI. “Il prosciutto San Daniele. Lo adoro, con un buon bicchiere di Friulano”.
LA CASA CHE AVEVA A LIGNANO. “L’ho dovuta vendere perché non ci andavo più. Però ora ritorno e sarà un piacere andare anche a Lignano”.
LA PRIMA DI CAMPIONATO CON IL MILAN E L’AMICHEVOLE CON IL CHELSEA. “Sono emozionato. Ma non ho paura e non dovrà averne la squadra. Voglio che giochiamo per vincere. Magari perderemo, ma giocheremo per vincere, aggressivi, nella metà campo avversaria, con mentalità offensiva. E io resterò me stesso: grintoso pure in panchina. Il Milan è una squadra con una identità precisa. La affronteremo con coraggio”.
SULL’EMERGENZA IN DIFESA, RUOLO A LUI CARO. “La grinta mi è rimasta. Sono sicuro che la società farà quel che deve fare”.
SUL PENSIERO DI FARE IL TECNICO. “Sin da quando giocavo. Sentivo mia quella professione”.
IL CLASSICO 3-5-2 BIANCONERO E LA SUA DIFESA A QUATTRO. “Non mi fossilizzo sul modulo e so quale è la filosofia del club”.
SU BETO E IL SUO RIENTRO. “Ha accelerazioni pazzesche, deve solo controllare la sua forza. Spero di averlo presto”.
IL FUTURO CAPITANO. “Il campo nello scorso torneo ha detto che il capitano sarà Pereyra. Ma anche Nuytinck è un leader”.
GLI ALLENATORI CHE SEGUE. “A me piace tanto Klopp. Il suo gioco verticale, veloce, in avanti in cui si attaccano gli spazi. In Italia apprezzo Spalletti per la genialità. Le sue squadre hanno sempre qualcosa di diverso”.
COSA SI PORTA DA ASCOLI. “Siamo cresciuti insieme. Avevamo la convinzione di essere competitivi e non siamo mai stati titubanti”.
SU SARIC. “È un buon giocatore, se sistema due cosine a livello mentale può fare davvero il grande salto”.
SUL FIGLIO RICCARDO E SE GLI PIACESSE ALLENARLO. “È una bellissima cosa, ma è una situazione problematica per la gestione dello spogliatoio, Ma mi piacerebbe innanzitutto perché Riccardo è bravo”.
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