Durante Pescara-Livorno si accasciò sul terreno dell’Adriatico per non rialzarsi mai più. Aveva totalizzato anche cinque presenze con l’Udinese
Il 14 aprile 2012 è un giorno che nessuno dimenticherà mai. All’Adriatico di Pescara va in scena Pescara-Livorno, un match di punta per il campionato di serie B. Al 31’ minuto, Piermario Morosini, centrocampista del Livorno, si accascia al suolo e tenta invano di alzarsi in piedi più volte. Inutili i tentativi di soccorso, il ragazzo morirà successivamente in ospedale. La causa della morte è la cardiomiopatia aritmogena, una rara malattia ereditaria.
La notizia ha avuto risalto in tutto il mondo: in Spagna, per esempio, all’inizio di Real Madrid-Sporting Gijón, è stato osservato un minuto di silenzio al Santiago Bernabéu, mentre il Barcellona è sceso in campo con il lutto al braccio.
Il 10 settembre seguente il sostituto procuratore Valentina D’Agostino ha aperto un’inchiesta a carico del medico sociale del Pescara, Ernesto Sabatini, quello del Livorno, Manlio Porcellini e del medico del 118 di Pescara, Vito Molfese, per il mancato uso del defibrillatore, previsto dalla procedura di pronto intervento, anche per capire se l’apparecchio salvavita avrebbe potuto aiutare il calciatore
Morosini militò anche nell’Udinese dove totalizzò cinque presenze nella stagione 2005-2006.
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