Gian Piero Ventura, ex allenatore di molte squadre, tra cui l’Udinese, ha parlato della situazione dei bianconeri e della lotta salvezza in un’intervista rilasciata al Messaggero Veneto…
Le sue parole.
SUL PAREGGIO CONTRO IL NAPOLI. “Quello con il Napoli è una punto dal valore importantissimo perché una sconfitta avrebbe reso le cose molto difficili, al di là delle tre lunghezze che avrebbero separato l’Udinese da Empoli e Frosinone. Adesso, invece, si può lavorare con un pizzico di serenità in più, che è un patrimonio importante. Grazie al punto preso al Napoli l’Udinese è padrona del suo destino, ma sta anche meglio dell’Empoli perché può giocarsi gli scontri diretti”
LA POSSIBILITÀ DI INCONTRARE UN LECCE GIÀ SALVO. “Se così fosse sarebbe un fattore perché a obiettivo raggiunto l’adrenalina cala un po’ nei calciatori, anche se a quel punto subentrerebbe la libertà di concedersi qualche giocata in più da parte di un Lecce che merita gli applausi. Ci sono i pro e i contro, ma è chiaro che è sempre affrontare una squadra che ha già una situazione definita, anche se nel calcio non si sa mai, come insegna il Cagliari che due anni fa retrocesse pareggiando contro il Venezia già in Serie B”.
QUALE CONTRIBUITO STA DANDO CANNAVARO? “Fabio ha una voglia incredibile di compiere la missione e non lascerà nulla d’intentato così come il fratello Paolo e Giampiero Pinzi che fin dai miei tempi a Udine aveva dimostrato di voler arrivare con il lavoro e il sacrificio”.
IL REVIVAL DELLA SUA SALVEZZA CON L’UDINESE NEL 2002…“Quella fu un’annata pesante con 25 stranieri che non palavano italiano, con Bertotto e il Pampa Sosa rotti. A Lecce bisognava vincere prima di affrontare all’ultima giornata la Juve in lotta per lo scudetto. Fu una stagione travagliata e vista in grande simbiosi con la famiglia Pozzo. Quell’avventura ci ha legato”.
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