Deulofeu: “Se il calcio fosse stata la mia vita in questo momento sarei caduto in depressione”

Il fantasista iberico si racconta a cuore aperto a Relevo: "Pensavo di recuperare in 6 mesi, quando i mesi erano 14 ho pensato di non riuscire più a ricominciare a giocare a calcio."

deulofeu

Intervenuto ai microfoni dei colleghi di “Relevo” il fantasista Gerard Deulofeu si è raccontato a cuore aperto dopo la decisione, presa insieme all’Udinese, di sospendere il proprio accordo con il club friulano fino a quando non avrà recuperato al 100% dall’infortunio al ginocchio.

“Se non metti il calcio da una parte e la vita oltre il campo dall’altra, allora sei spazzato via, cadi in depressione. Se il calcio fosse stata la mia vita, probabilmente sarei caduto in depressione o sarei stato una persona molto triste in questo periodo. Con le esperienze e la maturità impari che la vita, la famiglia e gli amici vanno ben oltre il calcio. È ciò che mi ha sostenuto”.

I TEMPI DI RECUPERO – “All’inizio credevo di poter recuperare in sei mesi. Poi vedovo che di mesi ne passavano nove, dodici, quattordici: a quel punto ho iniziato a chiedermi cosa stesse succedendo. E quando ho capito quanto fosse grave ho iniziato a dirmi che ci sarebbe stata la possibilità di non giocare più. È stato un periodo davvero molto critico: quando non vedi miglioramenti questo influisce anche sulla tua vita personale, il poter fare una passeggiata con la famiglia, con i miei cani. Ma penso però di aver superato questo momento così duro”.

VEDERE LA LUCA IN FONDO AL TUNNEL – Oggi sto bene. Finalmente riesco a riconoscere il mio corpo. Sento dei miglioramenti, belle sensazioni dopo che ho trascorso molto tempo con tante incertezze e senza mai progressi. Questo è un passo importante e penso che il mio ginocchio stia rispondendo bene. So che c’è ancora molto da fare, però mi sento molto bene e mi sento di dire che sto procedendo nel recupero”.

L’EMOZIONE DELLA PRIMA CORSA SUL TAPIS-ROULLANT – “Non correvo dall’infortunio, da gennaio 2023. La sera prima mi sono tornate in mente tutte le cose che ho vissuto in quest’ultimo anno e mezzo. Quando sono arrivato qui avevo paura, ero nervoso. Ricordo che la prima serie la feci con molta diffidenza a livello della gamba. Poi acquisisci fiducia e già dalla seconda serie tutto è andato meglio. Da quel momento sono tornato a quello che sono, sapendo che posso sopportare tutto. Noi calciatori siamo atleti fortissimi”.

Redazione

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2 anni fa

Grande Gerard. Non mollare

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Oumar Solet
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