L’Udinese di Runjaic: una squadra in cerca di identità

L’Udinese di Runjaic è in fase di sperimentazione: tra moduli variati e scelte di formazione, la squadra fatica a trovare stabilità. Analisi delle strategie del tecnico tedesco.

L’avvio di stagione dell’Udinese sotto la guida di Runjaic evidenzia una sperimentazione continua, frutto di cambiamenti tattici e ampie rotazioni. Una strategia che mira a valorizzare il patrimonio tecnico, ma che rischia di rallentare la costruzione di un undici titolare solido e affidabile.

Un’analisi delle rotazioni e dei moduli

Nelle prime 14 partite, Runjaic ha effettuato ben 70 sostituzioni, sfruttando sempre i 5 cambi disponibili. Ha coinvolto 27 giocatori, inclusi Samardzic e Perez, poi ceduti nella fase finale del mercato estivo. Tuttavia i due attaccanti cileni, Damian Pizarro e Alexis Sanchez, non sono mai stati impiegati per problematiche di origine fisica.

La varietà tattica è un’altra caratteristica del tecnico tedesco: tre moduli utilizzati in tre mesi dimostrano un approccio flessibile ma segnalano anche una conoscenza ancora incompleta della rosa. Secondo il Messaggero Veneto, questo percorso di studio è comprensibile per un tecnico alla sua prima esperienza in Italia, ma può generare instabilità, compromettendo la creazione di un sistema di gioco efficace e coeso.

Gestione dei giocatori: luci e ombre

Il quotidiano ha analizzato alcune scelte specifiche:

  • Brenner ha ricevuto fiducia, ma i risultati non hanno pienamente soddisfatto e ultimamente gli è stato preferito l’Under21 iberico Iker Bravo.
  • Thauvin è stato titolare in 11 gare, ma è stato sostituito in 10 di queste, segnalando una resa non sempre all’altezza delle aspettative nella seconda parte di torneo.
  • Tourè, giovane difensore francese, ha giocato da titolare nelle ultime otto partite, ma con errori decisivi e ripetuti, come le espulsioni contro Genoa e Venezia, hanno pesato sui risultati della squadra.

Allo stesso modo, altre situazioni di gestione non appaiono del tutto coerenti:

  • Sandi Lovric è stato spesso sostituito attorno all’ora di gioco.
  • Zarraga non ha mai completato una partita da titolare.
  • Jurgen Ekkelenkamp è stato introdotto a gara in corso in sei occasioni, ma raramente ha avuto spazio sufficiente per incidere.

Sulle fasce, il ballottaggio tra Zemura e Kamara a sinistra e la gestione di Ehizibue a destra riflettono ulteriori difficoltà nel definire gerarchie chiare. Soltanto Bijol e Karlstrom sono stati punti fermi, insieme a Maduka Okoye a difesa dei pali, tra i giocatori di movimento poco soggetti ai cambi.

Implicazioni e prospettive

L’assenza di un’ossatura stabile potrebbe quindi limitare la capacità dell’Udinese di trovare continuità nei risultati, nonostante l’intento della società di valorizzare l’intera rosa. Una gestione meno frammentata e più mirata potrebbe favorire la creazione di un’identità di squadra più solida, fondamentale per affrontare con determinazione il resto della stagione.

L’Udinese di Runjaic riflette, comunque, il lavoro di un allenatore in fase di studio, ma la mancanza di un assetto tipo rischia di penalizzare la crescita del gruppo. Per migliorare, sarà essenziale stabilire una base stabile e sfruttare al meglio le potenzialità di tutti i giocatori.

Redazione

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Ser
1 anno fa

Da Pozzo jr. da molti molti e molti anni L’udinese è in cerca di un identità arrivare sopra la terzultima in serie A

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