L’Udinese di Runjaic sogna l’Europa: il ritorno ai fasti del 2013?

L’Udinese di Kosta Runjaic sta sorprendendo tutti: con 39 punti dopo 27 giornate, il sogno europeo torna possibile, come nel 2013.

Con 39 punti dopo 27 giornate, l’Udinese torna a far sognare i tifosi, rievocando la straordinaria stagione 2012-2013. Il tecnico Kosta Runjaic, accolto con scetticismo in estate, ha trasformato la squadra, riportandola a competere per l’Europa.

L’ultima volta che i friulani avevano raccolto un bottino simile in campionato, in rosa c’erano campioni come Di Natale, Benatia, Muriel, Zielinski e Pereyra. Quella squadra, guidata da Francesco Guidolin, chiuse la stagione al quinto posto, conquistando la qualificazione in Europa League con 66 punti in classifica. Di Natale fu il leader assoluto, chiudendo al secondo posto nella classifica marcatori con 23 gol, dietro solo a Cavani. Di quella squadra in rosa è rimasto l’esperto portiere Daniele Padelli, guarda caso protagonista in campo proprio nell’ultima vittoria contro il Parma.

La rivoluzione tattica di Runjaic

Oggi l’Udinese è nelle mani di Kosta Runjaic, allenatore tedesco con un passato in Polonia, la cui nomina in estate aveva suscitato più di un dubbio nella tifoseria bianconera. In pochi mesi, però, il tecnico ha ribaltato l’identità della squadra, abbandonando il tradizionale 3-5-2 che per anni aveva caratterizzato i friulani, per impostare un solido 4-4-2.

Questa scelta ha permesso di valorizzare al meglio giovani talenti, pescati ancora una volta in giro per il mondo dalla dirigenza bianconera, e giocatori esperti, puntando su una miscela vincente che sta dando i suoi frutti. Tra i protagonisti di questa stagione c’è Lorenzo Lucca, che ha raggiunto per la prima volta la doppia cifra in un massimo campionato e si sta imponendo come uno dei bomber più interessanti della Serie A.

Un gruppo unito e un progetto vincente

L’Udinese ha dovuto affrontare diversi ostacoli, tra infortuni e decisioni arbitrali controverse, ma è riuscita comunque a mantenere un rendimento costante. La scelta di Runjaic si è rivelata perfetta per uno spogliatoio multilingue come quello friulano: il tecnico parla diverse lingue e ha saputo creare un ambiente coeso, valorizzando anche quei giocatori meno noti al grande pubblico, come spesso accade nella storia del club.

Ora l’Udinese guarda avanti con ambizione, senza pressioni, ma con la consapevolezza di poter tornare in Europa, proprio come nel 2013. E chi in estate dubitava di Runjaic, oggi non può far altro che applaudire.

Redazione

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1 anno fa

questa estate mi sarei buttato sotto al treno……mi sbagliavo

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1 anno fa

Raggiunto l’obiettivo della salvezza, con un clima di squadra positivo e l’evidente efficacia del nuovo modulo tattico, le suggerisco, Signor Runjaic, di dedicare un minimo sforzo all’apprendimento della lingua italiana.

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1 anno fa

Sognare non costa nulla …

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1 anno fa

Vero ero scettico per non dire contrario all’operato di Kosta,ma da 5/6 partite mi ha chiuso la bocca!!!!!
Spero continui….

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1 anno fa

Ammetto di essere stato scettico anch’io, ma dopo la stagione passata chi non lo era alzi la mano, la maggior parte dei tifosi voleva Cannavaro e se non ricordo male anche tv12 si mostrava titubante sperando comunque nell’esperienza dei Pozzo ed i tifosi d’altra parte in un bel “sperin ben”, ma già in ritiro e primo campionato di era intravisto qualcosa di innovativo poi fino a tutta l’andata ci sono stati alti e bassi, ma da quando si è passati a 4 dietro e l’innesto di alcuni elementi le cose sono cambiate, direi infine che ci sta tutto quello che è successo, tra alti e bassi tutto è servito a crescere e a trovare l’equilibrio giusto… Ora è venuto il momento di divertirci un po’. Alè Udin

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1 anno fa

Bravo mister

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1 anno fa

Beh! Tre PUNTI con il Milan Sono sicuri.

axl
1 anno fa

tutto bello. e la mia fiducia era alta sin da quest’estate, quindi.
tutte le scelte facevano presagire una svolta.
diversamente da chi non riesce a guardare oltre al proprio naso… 😂 e ne conosciamo qualcuno qua
come detto la motivazione va rigenerata ora con nuovi obiettivi perchè raggiunta ormai largamente la salvezza il solo motto “facciamo più punti possibile” non reggerà
quinto posto però sta a 10 punti ed è occupato dalla Juve. non esiste che la scalzi.
puoi sperare nella rovina di entrambe Bologna e Fiorentina, ma al massimo una mollerà.
dopodichè ti ritrovi immediatamente davanti Roma e Milan con interessi e potere inscalfibili
l’Udinese deve sperare per il 9° posto (ammesso possa ancora dare un posto in Conference) mentre l’8° sarebbe un risultato incredibile.

Ettore Rigo
1 anno fa
Reply to  axl

Io invece riconosco che questa estate ero scettico e pessimista soprattutto quando l’ultimo giorno di mercato ci fu la vendita di Nehuen Pérez sostituito all’ultimo minuto con lo sconosciuto difensore francese di più di 2 metri. Ma mi fa molto piacere essermi sbagliato e faccio i miei complimenti al nuovo allenatore e ai dirigenti della squadra. Finalmente un campionato senza sofferenze

axl
1 anno fa
Reply to  Ettore Rigo

ottima risposta, mi dispiace ma il sito non permette di votare per questo commento
🤭 censura a capocchia
per quanto riguarda il mercato estivo l’Udinese ha gestito al meglio le cessioni di Walace (oggettivamente a fine corsa, monetizzato benissimo e sostituito con Karlström, pupillo di Runjaic, letteralmente per un tozzo di pane, con una resa fin qui straordinaria), quella di Samardzic (che se non ceduto in quella finestra sarebbe diventato sicuramente un caso, guastando lo spogliatoio), mentre quella di Perez ha colto la dirigenza in contropiede perché, ve lo ricordo, cederlo la scorsa estate, stante l’accordo pregresso con l’Atletico che sarebbe scaduto quest’anno, ha comportato una perdita di profitti per la società, però non si sono stupidamente opposti e anzi hanno trovato il giusto accordo con la controparte lusitana che l’entourage (ricordiamocelo) del giocatore aveva portato al tavolo. Tourè è stato un tentativo dell’ultimo minuto, nel mentre completamente fuori dai radar di mercati si è andati a chiudere un’operazione magistrale con lo svincolato Solet, gemma rara.
a questo si aggiunge dare il ben servito a Cannavaro, bravo ma non ritenuto in grado di imprimere quel cambiamento tanto atteso, sostituendolo con un Runjaic in grado di vincere uno dei campionati europei (Polonia, e vincere è vincere), rafforzando lo spogliatoio con un uomo di raccordo come Inler (cioè, prima c’avevamo Balzaretti, eh) e ciliegina riportare in rosa un fuoriclasse come Sanchez che addirittura si mette completamente a disposizione della squadra senza richiedere trattamenti da prima donna.

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1 anno fa

il bello viene adesso, dovremo affrontare in 11 partite che rimangono , LAZIO – INTER – MILAN – BOLOGNA -JUVENTUS – FIORENTINA e Genoa – Torino – Verona – Cagliari – Monza. Se dalle grandi portiamo a casa di media 1 punto a partita sarà una bella impresa.

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