Assoallenatori scrive alla FIGC: “Israele sia sospeso dalle competizioni UEFA e FIFA”

Il Consiglio Direttivo Nazionale invia una lettera a Gravina e alle componenti federali: al centro la mobilitazione per il popolo palestinese e il dibattito sul match Italia-Israele di ottobre

L’Associazione Italiana Allenatori di Calcio (AIAC) ha scelto di prendere una posizione netta sul conflitto in Medio Oriente. Con una lettera-appello indirizzata al presidente della FIGC Gabriele Gravina e a tutte le componenti federali, il Consiglio Direttivo Nazionale ha chiesto alla Federazione di farsi promotrice presso UEFA e FIFA di un’azione concreta: la sospensione di Israele dalle competizioni sportive internazionali.

Un’iniziativa che si lega direttamente anche agli impegni della Nazionale italiana, attesa a sfidare Israele l’8 settembre e soprattutto il 14 ottobre allo stadio Friuli di Udine.

I contenuti della lettera

Nella missiva, l’AIAC sottolinea come gli eventi degli ultimi mesi abbiano assunto proporzioni drammatiche, chiedendo una presa di coscienza da parte del mondo del calcio. La lettera cita il massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023, con oltre un migliaio di vittime e 250 ostaggi, ma mette in luce anche le reazioni militari israeliane, definite come una “rappresaglia genocida” che avrebbe provocato decine di migliaia di morti civili palestinesi.

L’associazione ricorda il principio contenuto nello Statuto FIGC (art.2, comma 5), che impegna la Federazione a contrastare ogni forma di discriminazione, razzismo, xenofobia e violenza. In questo quadro, il Consiglio direttivo ritiene legittimo, necessario, anzi doveroso chiedere la sospensione temporanea di Israele dalle competizioni sportive, ponendo la questione al centro del dibattito federale.

Una mobilitazione simbolica e politica

Il documento rimarca come l’appello non rappresenti un sostegno ad Hamas né un atteggiamento antisemita, ma piuttosto una presa di posizione umanitaria contro la sproporzione della violenza. Davanti all’Olocausto siamo per sempre tutti ebrei – si legge – ma la Storia ci interroga anche oggi, senza sconti per nessuno”.

L’AIAC cita inoltre le vittime del mondo sportivo, tra cui il calciatore palestinese Suleiman al-Obeid, come ulteriore motivo per chiedere un segnale forte dalle istituzioni internazionali.

Prospettive e reazioni

La richiesta, se accolta, avrebbe conseguenze dirette sul calendario della Nazionale italiana e aprirebbe un dibattito di ampia portata, non solo sportiva ma anche politica. Al momento non sono arrivate risposte ufficiali da parte della FIGC né delle altre componenti federali, mentre UEFA e FIFA non si sono ancora espresse in merito.

Redazione

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1 anno fa

Ignoranti da deferire alla sezione disciplinare.

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1 anno fa

D’accordissimo

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1 anno fa

Gli atleti israeliani hanno fatto il militare, tutti. Ma non hanno ‘giocato’, hanno sparato. Anche le donne, leva obbligatoria per tutti.
Spero fortemente non venga giocata Italia – Israele.

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1 anno fa

Non capisco cosa ha in comune lo sport con la guerra

Axl
1 anno fa

Un buon tacer non fu mai scritto.
Lasciate fuori il calcio e lo sport in generale dalla politica.

Tommy
1 anno fa
Reply to  Axl

Hai ragione ma purtroppo hanno escluso la Russia da tutto per l’invasione dell’ Ucraina, invece per Israele niente anche se sta’ compiendo un genocidio

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