Maresca ricorda il caso Maignan: “La fermezza degli arbitri arma contro il razzismo”

Il direttore di gara torna sull’episodio di Udinese-Milan: la sospensione servì a dare un segnale forte

Fabio Maresca è tornato a parlare dell’episodio di razzismo che ha coinvolto Mike Maignan lo scorso 20 gennaio 2024 durante Udinese-Milan. In quell’occasione, il portiere rossonero era stato bersagliato da cori razzisti provenienti dagli spalti, spingendo l’arbitro a sospendere la partita per alcuni minuti. Una decisione difficile, ma necessaria, che Maresca ha spiegato in un’intervista rilasciata a Il Gazzettino.

“Per la squadra arbitrale è importante capire cosa stia accadendo, ma nel frastuono e per le dinamiche della gara non è semplice. In quei momenti deve emergere la persona,” ha raccontato il fischietto napoletano. “Il mio obiettivo era mettere il portiere a suo agio. La fermezza degli arbitri, unita alla compattezza delle squadre, può diventare un’arma potente contro il razzismo”.

Il ricordo di quella serata resta vivo anche per il direttore di gara, che si è trovato a gestire una situazione delicata, capace di andare oltre il rettangolo di gioco. La sospensione del match fu il segnale che gli arbitri non intendono più tollerare simili episodi. Dopo alcuni minuti di stop, infatti, la partita riprese regolarmente e si concluse con la vittoria del Milan in rimonta per 2-3.

Il gesto di Maresca venne accolto con approvazione, sia dal mondo sportivo sia dalle istituzioni calcistiche, come esempio di fermezza e responsabilità. Il caso Maignan rappresenta uno dei momenti che si sono inseriti nel dibattito sulla lotta al razzismo negli stadi italiani ed europei.

Negli ultimi anni, la UEFA e la FIGC hanno promosso linee guida sempre più chiare per gli arbitri, autorizzandoli a interrompere o sospendere le partite in presenza di episodi discriminatori. La gestione di Udinese-Milan è stata indicata come un esempio concreto dell’applicazione di queste direttive, sottolineando il ruolo cruciale della terna arbitrale nel dare segnali forti contro ogni forma di intolleranza.

Per Maresca, quel momento resterà un passaggio determinante della sua carriera: un’occasione in cui il suo compito non è stato solo quello di dirigere la partita, ma anche di difendere la dignità di un atleta e, simbolicamente, l’intero mondo del calcio.

Redazione

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23 Commenti
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1 anno fa

Vai a cagare!!! Se 3/4 persone insultano un giocatore non puoi sospendere una partita!!
Altrimenti fate a meno di scendere in campo perché cosi facendo tutte le partite sarebbero da sospendere.

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1 anno fa

Ma quale razzismo,Maignan a Udine e stato furbo e pur di fare notizia avrebbe venduto sua madre !!!

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1 anno fa

Pagliacciata galattica orchestrata e mal riuscita

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1 anno fa

Questo faccia di menta non ha sentito nulla, solo che ha obbedito agli ordini del padrone…. schifosamente tutto falso.

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1 anno fa

peteniti maresca

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1 anno fa

Vai a quel paese assieme ai tuoi colleghi

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1 anno fa

👎👎👎🤬🤬🤬👎👎👎

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1 anno fa

Peccato che e’ stato fatto solo a Udine , ti episodi poi si sono visti in altre partite , Verona , Milano ….o no??? Povero Maresca …

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1 anno fa

Pagliaccio

Tommy
1 anno fa

No coment 😡🤬😡🤬😡🤬

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