Iker Bravo: “Non guardo il calcio, mi piace solo giocarlo. Raul e Arbeloa figure fondamentali”

L’attaccante dell’Udinese e della Spagna U21 si racconta: le critiche, l’ispirazione da Vinicius e Lamine, e le lezioni ricevute da Raul e Arbeloa

Iker Bravo, attaccante classe 2005 dell’Udinese, ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti a El Chiringuito TV dal ritiro con la nazionale spagnola Under 21. Il giovane attaccante bianconero ha offerto un punto di vista particolare sul suo rapporto con il calcio, affermando di non essere un tifoso e di non seguire le partite da spettatore.

“Non tifo nessuna squadra, non guardo il calcio perché non mi piace farlo. Mi piace soltanto giocarlo”, ha spiegato. Una frase che ha immediatamente suscitato molte reazioni e critiche sui social, con diversi commentatori che hanno contestato l’approccio così distaccato verso il mondo che lo ha accolto da professionista.

Rispondere con i fatti in campo

Bravo ha però chiarito il suo atteggiamento nei confronti delle critiche, facendo riferimento ad altri grandi talenti del calcio spagnolo e mondiale: “Nel calcio succede da sempre, ma penso che i calciatori debbano rispondere sul campo: è quello che fanno Lamine e Vinicius. Tutto questo mi ispira, anche a me piace zittire la gente”. Un modo diretto per sottolineare come, alla fine, contino le prestazioni e non le opinioni esterne.

Raul e Arbeloa, guide fondamentali

Il percorso formativo di Bravo è passato anche dalle giovanili del Real Madrid, dove ha avuto modo di lavorare con due figure di rilievo: Raul e Arbeloa. “Raul è stato un grandissimo giocatore, ho un buon rapporto con lui e ho imparato molto”, ha raccontato il giovane attaccante. Ancora più forte, però, il legame con Arbeloa: “Con lui ho imparato ancor di più. A livello mentale mi ha aiutato tantissimo, parlava con me, mi spiegava le cose e sa come gestire i giocatori. Sono sicuro al 100% che prima o poi allenerà una grande squadra”.

Un talento da plasmare

Il trasferimento all’Udinese due estati fa ha rappresentato per Iker Bravo una nuova tappa di crescita, in un ambiente che storicamente valorizza i giovani talenti. Nonostante le critiche, il centravanti spagnolo mostra una mentalità competitiva e una personalità fuori dagli schemi, elementi che potrebbero rivelarsi decisivi per la sua affermazione nel calcio italiano.

Redazione

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