Antonio Paganin, ex difensore dell’Udinese tra il 1988 e il 1990, ha analizzato l’avvio di stagione dei friulani sulle colonne del Messaggero Veneto. L’ex bianconero ha espresso fiducia nelle potenzialità della squadra di Runjaic, sottolineando come gli ultimi innesti abbiano innalzato il livello complessivo della rosa.
“Con Zanoli, uno dei migliori esterni della scorsa stagione, la società ha dimostrato di voler alzare l’asticella. Lo stesso Zaniolo può sembrare una scommessa dopo le difficoltà incontrate con Aston Villa, Atalanta e Fiorentina, ma a Udine trova un ambiente perfetto per rilanciarsi. Per riuscirci dovrà sposare fino in fondo la causa bianconera.”
Paganin ha riservato parole di elogio anche per Kosta Runjaic: “Mi piace la sua organizzazione difensiva. A Milano ha gestito bene l’impatto dell’Inter, lavorando sulle linee di passaggio per impedire a Lautaro e Thuram di ricevere palla. Poi la ripartenza affidata al tandem Bayo-Davis è stata un’arma determinante. Muovendosi in spazi stretti, l’Udinese ha tolto velocità ai nerazzurri e creato le condizioni per il risultato positivo.”
Il tecnico tedesco viene indicato anche come artefice della crescita di Keinan Davis. “Oggi è raro trovare un attaccante capace di giocare spalle alla porta e di legare l’azione come fa lui. Ha potenza e velocità, e se sotto porta talvolta paga in lucidità, i progressi nella fase di non possesso sono evidenti. Qui c’è sicuramente lo zampino dell’allenatore.”
Tra le sorprese dell’inizio di campionato c’è anche Arthur Atta, protagonista con il gol a San Siro contro l’Inter. Paganin lo descrive così: “Per movenze mi ricorda Isak. La rete realizzata è stata un vero gioiello e se a segnarla fosse stato un grande nome l’avremmo vista riproposta in continuazione. È giusto dare merito allo scouting dell’Udinese per averlo individuato.”
Infine, uno sguardo alla ripresa del campionato, che vedrà i friulani affrontare il Pisa di Alberto Gilardino. Paganin avverte sulle insidie della neopromossa: “È una squadra coraggiosa, con un’identità chiara. Giocare con due trequartisti come Moreo e Tramoni alle spalle di un centravanti interessante come Meister è una scelta rischiosa ma efficace. Contro Atalanta e Roma hanno messo in difficoltà gli avversari, soprattutto nei primi tempi. Sarà curioso vedere come l’Udinese riuscirà a disinnescare le loro combinazioni veloci. L’unico limite che devono correggere sono i cali d’intensità finali.”
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