Dopo le parole del D.g. Franco Collavino (LEGGI QUI) e del D.t. Gokhan Inler (LEGGI QUI), è stato il turno di Adam Buksa. L’attaccante della nazionale polacca, volto nuovo dell’attacco bianconero, ha risposto alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa di presentazione, mostrando entusiasmo e determinazione per la sua nuova avventura in Serie A.
“Ringrazio D.g. e D.t. della bella presentazione che mi hanno riservato. Sono felicissimo di essere qui all’Udinese, un club dalla grande tradizione. Abbiamo dimostrato di essere competitivi e possiamo fare grandi cose. C’è tanto lavoro da fare, ma penso di essere nel posto giusto al momento giusto”, ha esordito Buksa, lasciando subito intravedere il suo approccio carico di motivazioni.
Prime impressioni sulla Serie A
Il polacco non ha nascosto le difficoltà iniziali: “Se non arrivi al massimo della condizione è difficile performare. Ho fatto bene, ma pretendo di più da me stesso. La Serie A è complicata per gli attaccanti: richiede movimento continuo e ci sono difensori forti. Se riesci a fare bene in Italia, vuol dire che hai lavorato tanto. È una bella sfida per dimostrare quello che posso fare”.
Il rapporto con Runjaic
Fondamentale, nel suo arrivo a Udine, il legame con l’allenatore tedesco Kosta Runjaic che lo aveva già allenato due stagioni nella comune esperienza in Ekstraklasa al Pogon Stettino: “Lo conosco da tanto, abbiamo lavorato assieme in Polonia per due anni, quando la mia carriera è iniziata. Mi ha dato fiducia fin da subito allo Stettino, anche quando non avevo esperienza. Ha creduto nel mio potenziale e mi ha aiutato a crescere. È molto esigente, ma i risultati arrivano. Il suo ruolo nel convincermi a venire qua è stato decisivo”.
Il passato in Italia e il legame familiare
Buksa ha ricordato la sua parentesi al Novara nella formazione Primavera dei piemontesi e l’esperienza, non positiva, del fratello Aleksander al Genoa: “Al Novara ero un giocatore diverso, più vicino a un falso nove. Ora arrivo con un altro peso, come attaccante completo, un vero numero 9. Seguo la Serie A da sempre e so quanto è competitiva. Ho imparato un po’ d’italiano e prometto che tra qualche mese parlerò meglio. Mio fratello mi ha raccontato cose belle, ma ora voglio scrivere la mia storia qui”.
Il debutto contro l’Inter
Sulla sua prima partita in Serie A, subito a San Siro, l’attaccante ha parlato di emozioni forti: “Ti alleni ogni giorno per gare come queste. È stato il mio debutto e abbiamo vinto: non potevo chiedere di meglio. Non vogliamo che sia un episodio, ma ripeterci gara dopo gara”.
Lo spogliatoio e i nuovi compagni
Buksa ha speso parole positive per il gruppo bianconero: “Questo spogliatoio è uno dei migliori in cui sono stato. Non è facile mantenere forza mentale per tutta la partita, ma qui c’è leadership e responsabilità. Mi sono sentito subito a casa, come se fossi qui da tempo”.
Particolare il legame con Piotrowski, connazionale e amico: “Lo conosco da anni, ci siamo sentiti prima del mio arrivo. Mi ha confermato ottime sensazioni. Con Karlstrom non ci conoscevamo di persona, ma avendo giocato in Polonia avevamo già punti in comune”.
Ruolo e adattamento tattico
Sul piano tecnico, Buksa si è descritto come un giocatore duttile: “Dipende dal sistema. Con due punte devi essere flessibile, posso tenere la palla spalle alla porta o attaccare l’area. Mi sento a mio agio da numero 9, ma sono pronto ad adattarmi a più ruoli”.
Obiettivi e aspettative
Infine, spazio alle ambizioni personali e collettive: “Ho parlato con Zielinski durante il ritiro in Nazionale e mi ha parlato benissimo dell’Udinese. Con mia moglie ci stiamo trovando bene qui. Voglio segnare, fare assist e aiutare la squadra. L’ambiente attorno al club è fantastico e conta molto per me”.
Photo Credits: pagina FB Udinese
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