A 31 anni, Gerard Deulofeu sta giocando la partita più difficile della sua vita. Non contro un avversario in campo, ma contro la medicina e la biologia. Dal novembre 2022, l’attaccante dell’Udinese è alle prese con una grave condropatia al ginocchio destro, complicata da un’infezione che ha compromesso la cartilagine. Il suo obiettivo è semplice e al tempo stesso enorme: tornare a calcare il campo, rigenerando abbastanza tessuto da permettergli di giocare di nuovo.
In un’intervista esclusiva a Flashscore, l’ex talento del Barcellona ha raccontato i passaggi chiave del suo calvario. “Sarà molto difficile, ma voglio fare la storia”, ha spiegato. “Potrei diventare il giocatore fermo più a lungo e capace comunque di tornare. Sarebbe un record bellissimo, lo voglio fare per la mia famiglia e per i miei figli, che mi chiedono quando tornerò in campo”.
Il percorso è segnato da momenti di frustrazione e speranza. “Il problema è che non ci si può allenare come si vorrebbe, si perde muscolo. Bisogna guarire la cartilagine, altrimenti osso contro osso non ti permette nemmeno di camminare”, ha dichiarato. Oggi però arriva un segnale incoraggiante: “La cartilagine sta meglio. Ora devo rinforzare il muscolo, posso allenarmi mattina e sera senza dovermi fermare per giorni interi come prima. È un buon indicatore, anche se il ritorno lo vedo ancora lontano”.
Fondamentale il sostegno dell’Udinese, che non ha mai fatto mancare appoggio e vicinanza. “Ho la fortuna di avere accanto la mia squadra, il presidente e i compagni. Mi alleno ogni giorno nel mio stadio, ed è una motivazione enorme”, ha raccontato. E nonostante i momenti di sconforto, Deulofeu non ha intenzione di arrendersi: “Ho pensato tante volte di smettere, ma ho un’équipe di esperti su cui faccio affidamento. Il mio è un miracolo e ci proverò fino all’ultimo”.
Il fantasista catalano si ispira al percorso di Santi Cazorla, capace di tornare a giocare dopo 11 operazioni in due anni: “Ci sentiamo spesso, è un esempio per me. Solo chi vive un’esperienza simile può capire cosa significa non poter godere della propria passione”.
Deulofeu sogna di diventare anche lui un simbolo di resilienza, l’uomo che ha vinto la partita più dura contro la biologia e la medicina. Un ritorno che sarebbe non solo un successo personale, ma anche un dono per l’Udinese e per la famiglia che lo ha sostenuto senza mai lasciarlo solo.
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Ha una forza sto ragazzo incredibile, non vorrei dire una cavolata. ma non è lo stesso problema che fece smettere a 29 anni Van basten?
facciamo il tifo per te Gerry!