A margine della premiazione a Palermo del Group Technical Director dell’Udinese Gianluca Nani, l’avvocato Claudio Pasqualin, decano dei procuratori sportivi italiani, ha espresso opinioni critiche sul momento della squadra friulana e in particolare sul tecnico Kosta Runjaic. Le sue parole, rilasciate ai colleghi de Il Messaggero Veneto, hanno acceso il dibattito intorno alla credibilità e alla direzione tecnica del progetto bianconero.
Pasqualin ha spiegato di aver manifestato personalmente a Nani le proprie perplessità sul gioco dell’Udinese, giudicato incolore e privo di identità nelle ultime uscite. “Ho espresso tutti i miei dubbi dopo aver visto una squadra fantasma contro il Milan, una prestazione che non sembrava degna della Serie A per approccio e interpretazione”, ha affermato il noto procuratore, sottolineando come anche la partita successiva, quella contro il Cagliari, abbia evidenziato un andamento disordinato e una mancanza di coesione tattica.
Le critiche si sono concentrate soprattutto sulla figura di Runjaic, allenatore ritenuto troppo controllato nel comportamento e nella gestione della squadra. “Mi è parso fin troppo compassato, mentre a volte servirebbe maggiore passione e un atteggiamento più sanguigno”, ha aggiunto Pasqualin, auspicando un cambio di atteggiamento anche nella comunicazione e nella guida del gruppo.
Pur riconoscendo che gli otto punti raccolti in classifica rappresentano un buon bottino in ottica salvezza, Pasqualin ha evidenziato come i risultati non bastino a nascondere le difficoltà strutturali del gioco friulano. “Mi aspetto un deciso passo avanti sul piano del gioco soprattutto nella coesistenza tra Atta e Zaniolo, due giocatori di qualità che devono imparare a cercarsi e a dialogare in campo. Tenerli lontani sarebbe un errore tattico”.
L’avvocato ha poi invitato Runjaic a concentrarsi sulla crescita dei singoli, sottolineando che il compito di un tecnico non si esaurisce nella gestione tattica: “Un allenatore deve anche migliorare i propri giocatori, non solo affidarsi a chi è già pronto come Solet o Atta”, ha dichiarato.
Pasqualin si è infine soffermato sui due principali talenti dell’Udinese: Arthur Atta e Nicolò Zaniolo. Sul giovane centrocampista franco-ivoriano ha espresso parole di elogio e una previsione ambiziosa: “Atta lo vorrei vedere più vicino alla trequarti o sotto punta, dove può incidere maggiormente. Il talento non è in discussione, e credo che a fine stagione sarà difficile trattenerlo, perché è già nel mirino di grandi club”.
Più severo invece il giudizio su Zaniolo, ancora alla ricerca della sua migliore condizione: “Zaniolo è eccelso dal punto di vista tecnico, ma deve rilanciarsi. Finora ha deluso le aspettative, deve ritrovarsi e metterci del suo per tornare il giocatore che conosciamo”.
Le dichiarazioni di Pasqualin, pur accompagnate da un tono di stima verso la dirigenza friulana, hanno acceso un riflettore critico sulla gestione di Runjaic e sull’effettiva evoluzione del progetto tecnico dell’Udinese, chiamata ora a dare risposte convincenti sul campo per dissipare dubbi e rilanciare il proprio percorso in Serie A.
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Kosta sveglia prima porta il bel gioco e poi le vittorie
Palladino è libero
Just saying
La domanda è: quando si accorgerà Pozzo che la scommessa fatta sull’allenatore è fallita?
Ad oggi il Mr ha dimostrato di non essere in grado di valorizzare sufficientemente i giocatori che ha a disposizione. Sànchez ne è la conferma più evidente. Oltre a questo aggiungerei Pafundi e l’involuzione di Atta. Serve visione e competenza, doti che oggi latitano condannandoci a prestazioni deludenti non solo lato risultati ma soprattutto lato gioco.