Nel confronto tra Udinese e Lecce al “Bluenergy Stadium”, l’arbitro Ermanno Feliciani ha optato per una direzione scorrevole e poco interventista, favorendo il ritmo del gioco e limitando l’uso del fischietto. Nel corso dei 90 minuti, infatti, sono stati segnalati soltanto 24 falli complessivi, suddivisi in maniera equa: 12 contro i friulani e 12 contro i salentini. Anche il bilancio disciplinare risulta equilibrato, con quattro ammonizioni totali, due per parte.
La gestione della partita è apparsa lineare e coerente, improntata al dialogo con i calciatori e alla collaborazione, evitando interruzioni superflue. Feliciani ha privilegiato il gioco, riuscendo a mantenere il controllo senza eccessi di autorità né decisioni particolarmente controverse.
L’unico episodio a suscitare qualche perplessità riguarda la rete del 2-0 realizzata da Davis. L’azione nasce da un cross di Atta, sul quale in area si sviluppa un contatto tra Davis e Tiago Gabriel. Dai replay si nota una possibile trattenuta del braccio sinistro da parte dell’attaccante bianconero, ma le immagini non chiariscono l’intensità del contatto. Il VAR, dopo la verifica, ha scelto di non intervenire, ritenendo la decisione di campo coerente e non manifestamente errata. Dunque, qualche dubbio resta, ma non abbastanza da configurare un errore chiaro o un’influenza decisiva sull’esito dell’azione.
Nessuna incertezza invece sulla prima marcatura dell’Udinese, ancora una volta nata da un assist di Atta. La posizione di Karlström è risultata regolare, mantenuta in gioco da Gaspar, rendendo la rete perfettamente valida. Corretta anche la concessione della punizione che ha portato al gol del 2-1 del Lecce, provocata da un fallo netto di Ekkelenkamp su Banda, sanzionato senza esitazioni dal direttore di gara.
In sintesi, la prestazione di Feliciani si distingue per equilibrio, coerenza e attenzione: una direzione priva di errori gravi, con una gestione costruttiva del dialogo con i protagonisti e una buona capacità di lettura delle situazioni più delicate. Solo un episodio lascia spazio a interpretazioni differenti, ma la valutazione complessiva resta positiva.
Per questi motivi, la Redazione di CalcioUdinese assegna al direttore di gara un 6.5 in pagella, riconoscendone la solidità e l’approccio pragmatico in una partita vivace ma corretta.
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