Il difensore dell’Udinese Matteo Palma ĆØ stato ospite della trasmissione “Udinese Tonight”, in onda ogni lunedƬ su TV12. Tanti i temi toccati dal giovane calciatore bianconero nel corso della puntata…
Le sue parole.Ā
SULLA SCONFITTA CONTRO LA ROMA.Ā “Siamo delusi per il risultato, ma la prestazione non ĆØ stata negativa. Abbiamo creato diverse occasioni e purtroppo non siamo riusciti a concretizzarle. Sappiamo di avere qualitĆ e forza, anche se non sempre riusciamo a esprimerle al meglio. Diamo sempre tutto in campo, ma ĆØ normale che in Serie A ci siano momenti difficili: il livello ĆØ alto e ogni avversario può metterti in difficoltĆ ”.
SUL RIGORE CONCESSO AI GIALLOROSSI.Ā “Sul rigore non ha protestato praticamente nessuno, e a bordocampo non capivamo nemmeno il motivo del check. Quando poi lāarbitro lo ha assegnato, sono rimasto senza parole. In area non puoi più permetterti di avere le braccia larghe: ormai ogni minimo tocco di mano viene punito. Lo stesso vale per i contatti con gli attaccanti, che vengono spesso sanzionati. Ć diventato davvero difficile difendere”.Ā
PRESSIONE A GIOCARE ALL’OLIMPICO?Ā “Zero. Prima della partita ero sicuramente un poā agitato, ma una volta in campo tutta la tensione ĆØ sparita: lƬ mi sento nel mio ambiente, faccio ciò che amo e che conosco da sempre”.Ā
L’ANNO SCORSO LE COSE SONO CAMBIATE…“Le cose sono cambiate davvero lo scorso anno, quando sono entrato stabilmente in prima squadra: sono passato dal confrontarmi con ragazzi della mia etĆ ad affrontare giocatori che fanno questo mestiere da anni. Anche la mia vita ĆØ cambiata completamente: prima ero un ragazzo qualunque che inseguiva un sogno, ora quel sogno lo sto vivendo. So però che non ho ancora raggiunto il mio obiettivo, per questo cerco di dare il massimo ogni giorno. Ricordo che il preparatore, allāinizio, mi spingeva a lavorare molto in palestra perchĆ© ero tra i più magri del gruppo. Mi sono allenato con costanza, senza fermarmi nemmeno durante le vacanze, e al rientro tutto lo staff ĆØ rimasto colpito dai progressi fisici che avevo fatto”.
GIĆ IN PRIMA SQUADRA A 17 ANNI…“Ho avuto la possibilitĆ di giocare molto durante il precampionato e poi di partire titolare in Coppa Italia. Purtroppo ĆØ arrivato quellāinfortunio, ma il mio obiettivo ĆØ sempre stato lo stesso: farmi trovare pronto ogni volta che vengo chiamato in causa e mettere in difficoltĆ il mister con il mio impegno. Dopo la gara con il Sassuolo non ĆØ stato facile reagire da solo, ma ho avuto vicino tante persone: compagni, famiglia e procuratori mi hanno dato un grande supporto. In particolare, i compagni in allenamento mi hanno incoraggiato a voltare pagina e a guardare subito avanti. Ć quello che ho fatto, concentrandomi solo sul lavorare bene e preparare al meglio la partita successiva”.
KABASELE L’HA PRESO SOTTO LA SUA ALA PROTETTIVA…“GiĆ dalla scorsa stagione ĆØ sempre stato cosƬ. Allāinizio pensavo ce lāavesse con me, poi ho capito che lo fa per il mio bene: sa che ho un grande potenziale e vuole spronarmi a tirarlo fuori, quindi accetto le sue critiche con il giusto spirito. A volte mi rimprovera anche per cose banali, come quando arrivo ultimo a pranzo, ma lo apprezzo molto. Gli altri compagni sono più indulgenti (ride, ndr): Solet mi dĆ spesso consigli preziosi, anche se sa essere molto severo, mentre Ehizibue ĆØ quello che mi coccola di più”.Ā
NON SOLO IL CALCIO, MA ANCHE LA SCUOLA…“Sono uno dei pochi calciatori che frequenta ancora la scuola. Seguo le lezioni in video da casa, perchĆ© ĆØ lāunico modo per conciliare studio e calcio. Ć impegnativo, ma ogni settimana mi organizzo con i professori per fare almeno unāora per materia e riuscire cosƬ a portare a termine lāanno scolastico. Frequento il liceo sportivo e il prossimo anno mi aspetta la maturitĆ . Per me finire la scuola ĆØ davvero importante. Magari per altri non lo ĆØ stato, ma io la considero fondamentale: il calcio ĆØ un lavoro, ma non si può sapere cosa succederĆ in futuro, e avere un titolo di studio ti apre altre possibilitĆ . In molti dicono che non serva, ma in realtĆ anche nella vita di tutti i giorni lo studio ti aiuta a capire meglio le cose e a crescere come persona”.
I SUOI OBIETTIVI.Ā “Il mio obiettivo ĆØ giocare il più possibile, accumulare minuti e continuare a crescere, perchĆ© da giovane ĆØ fondamentale mantenere ritmo e continuitĆ . Ovviamente sogno anche di segnare il mio primo gol in Serie A. Ma il traguardo più importante per me va oltre il campo: voglio rendere orgogliosi i miei genitori. So che sono giĆ felici di ciò che sto facendo, ma il mio desiderio ĆØ che non debbano mai preoccuparsi per me e che possano sempre vedere in me un motivo di orgoglio”.
SUL SUO NUMERO DI MAGLIA.Ā “Essendo tra i più giovani, ho potuto scegliere solo tra i numeri rimasti disponibili. Non volevo prenderne uno troppo alto, cosƬ ho optato per il 16, che corrispondeva alla mia etĆ in quel periodo”.
LA SUA SQUADRA DEL CUORE E IL SUO GIOCATORE PREFERITO. “In Italia non ho mai tifato per nessuna squadra, in Germania tifo Hertha Berlino. In camera ho ancora adesso il poster di Van Djik”.Ā
PER QUALE NAZIONALE GIOCHERĆ? GERMANIA O ITALIA?Ā “Non ho ancora deciso per quale Nazionale giocherò in futuro. Al momento sono con la Germania, ma se dovesse arrivare una chiamata dallāItalia la accoglierei con piacere. Non ho particolari preferenze, sarei felice in entrambi i casi”.Ā
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