Dalla sua casa di Bruxelles, Johan Walem — che in carriera ha vestito la maglia del Parma e dell’Udinese totalizzando rispettivamente 24 presenze in gialloblu e 74 con 5 gol in bianconero — ha offerto una lettura schietta del momento bianconero rispondendo alle domande postegli dai colleghi de Il Messaggero Veneto. L’ex regista osserva con attenzione il percorso dei friulani, sottolineando la necessità di una reazione concreta nella gara del Tardini, dove l’Udinese scenderà in campo sabato alle 15.
«Vorrei vedere un’Udinese molto più convinta delle proprie grandi potenzialità — spiega — e a Parma mi aspetto un’impennata contro una squadra che le è inferiore». Per Walem, una vittoria riporterebbe fiducia all’ambiente: tre punti che, come ribadisce, «scuoterebbero tutto l’ambiente».
Una squadra forte, ma troppo discontinua
Walem insiste sul tema della mentalità, elemento che secondo lui sta frenando i friulani. «Perché nonostante la partenza di Thauvin vedo una squadra più forte di quella dello scorso anno — afferma — e sinceramente è un peccato trovarla ancora così discontinua. Una squadra così intensa fisicamente e con individualità importanti, come Atta e Zaniolo, non dovrebbe stare soltanto a metà classifica. La combinazione tra atletismo e qualità tecnica all’Udinese è di medio-alto livello, credetemi». Secondo il belga, il problema non è la qualità della rosa ma la continuità di prestazione.
Il nodo mentale
L’ex centrocampista non entra nello spogliatoio, ma osservando le partite individua una costante: «Non vivo lo spogliatoio e certe dinamiche non posso conoscerle, ma vedendo le gare bisognerebbe convincersi di poter fare molto meglio. L’Udinese può davvero giocarsela con tutti, soprattutto grazie al confronto atletico che non è affatto secondario. Le qualità ci sono, però vanno tirate fuori».
A suo avviso, la Serie A impone un livello di attenzione molto alto: «In Italia gli errori si pagano cari e non si gioca a fare un gol in più come in Olanda».
Gli errori individuali e il ruolo di Kabasele
Sulla difesa e sulle reti incassate, Walem cita il connazionale:
«Kabasele è stato al Watford prima di arrivare a Udine, conosce bene il sistema, sa come ragionano e cosa vogliono i Pozzo, e ora si sta rivelando un uomo squadra».
Per l’ex regista, l’esperienza del difensore può essere decisiva nelle fasi più delicate della stagione.
Ekkelenkamp e la crescita in bianconero
Parlando dei giocatori belgi in rosa, Walem vede progressi anche in Ekkelenkamp: «A Jurgen puoi chiedere di tutto, anche di giocare dietro le punte come faceva qui, perché sa inserirsi e segnare. È duttile, ma ha bisogno di spazio, perché unisce quantità e qualità. Poi bisogna vedere cosa gli chiede Runjaic». Una versatilità che, secondo l’ex centrocampista, può diventare una risorsa chiave.
Cosa serve all’Udinese nella fase cruciale
Guardando alle prossime settimane, Walem si aspetta segnali di crescita: «Quei miglioramenti che sembravano certi dopo la conferma dell’allenatore. Si è ripartiti dalle basi dello scorso anno. Non conosco bene Runjaic, ma mi hanno detto che sa gestire bene lo spogliatoio. Poi dipende da ciò che gli ha chiesto la società». Per l’ex giocatore, la continuità tecnica avrebbe dovuto garantire una maggiore stabilità.
La sfida con il Parma
Parlando della gara imminente, Walem non ha dubbi: «Credo che l’Udinese oggi abbia più qualità del Parma, quindi mi aspetto un’impennata e una partita giocata con la convinzione dei propri mezzi, che non sono pochi». Una dichiarazione che suona come un invito deciso alla squadra friulana: ritrovarsi e dimostrare il proprio valore.
Seguici su
Aggiungi calcioudinese.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


