Il match tra Udinese e Como non si è limitato a suscitare discussioni riguardo al risultato e ai temi tattici, ma ha anche portato alla ribalta una problematica sempre più attuale: la scarsità di giocatori italiani in Serie A. In particolare, la situazione è diventata un tema di grande dibattito dopo la terza eliminazione consecutiva dell’Italia da una fase finale di un Mondiale, seguita dalla sconfitta ai rigori contro la Bosnia nella finale dei Playoff a Zenica.
Al “Bluenergy Stadium“, tra i 22 titolari, l’unico giocatore a rappresentare il tricolore italiano era Nicolò Zaniolo, fantasista spezzino dell’Udinese. Zaniolo, che nel corso della stagione ha più volte dimostrato il suo valore, è stato escluso dalla convocazione per la Nazionale dall’ormai ex C.t. azzurro Gattuso, scatenando numerose polemiche che si sono poi amplificate dopo l’eliminazione dell’Italia.
IL BILANCIO ITALIANO DEL MATCH
Alla fine dell’incontro, il bilancio per quanto riguarda i giocatori italiani in campo è stato abbastanza deludente: solo Zaniolo tra i titolari, che diventa due se si considera l’ingresso di Nicolò Bertola, difensore 23enne dell’Udinese, durante la seconda metà della partita. Su 32 calciatori totali impiegati tra Udinese e Como, solo 2 erano italiani.
L’ultima volta che si era verificata una situazione simile risale al 28 aprile 2024, in un incontro tra Bologna e Udinese, che terminò 1-1, con Lorenzo Lucca come unico italiano titolare.
LE SOSTITUZIONI E LA COMPOSIZIONE DELLE PANCHINE
Le dieci sostituzioni effettuate non hanno migliorato la situazione, con Nicolò Bertola come unico italiano entrato in campo. In panchina, la situazione non è migliorata: tra i non utilizzati, l’unico italiano nella formazione dell’Udinese era Daniele Padelli, portiere classe 1982. Per il Como, il panorama non è molto diverso, con solo tre italiani in panchina: Mauro Vigorito (terzo portiere 35enne), Edoardo Goldaniga (32 anni, con solo 14 minuti giocati in Serie A quest’anno), e l’ex di turno Cristiano De Paoli, giovane difensore centrale classe 2008 che non ha mai giocato in Prima Squadra, ma è un giovane su cui il club lariano ripone delle aspettative importanti in ottica futura.
IL PROGETTO GIOVANILE DEL COMO
Nonostante la bassa presenza di italiani in campo, il Como sta cercando di costruire una solida base per il futuro, investendo nel proprio settore giovanile. Il club della famiglia Hartono è tra i primi in Serie A a concentrarsi su un progetto mirato a formare calciatori italiani attraverso metodologie moderne e precise.
Il modello adottato dal Como si ispira a quello di altre scuole calcistiche di successo, come la “Masía” del Barcellona, che da decenni forma talenti attraverso una filosofia di lavoro ben definita. Questo programma, che è stato sviluppato anche dallo stesso tecnico della Prima Squadra Césc Fàbregas e viene seguito passo passo da Osian Roberts, è in fase di implementazione dal club lariano da circa due anni.
UN INVESTIMENTO SPENDIBILE NEL PROSSIMO FUTURO
Il progetto giovanile del Como rappresenta una scommessa sul futuro, con l’obiettivo di creare una generazione di calciatori italiani pronti per la Prima Squadra.
E’ quindi ovvio che questa politica rappresenta una sorta di investimento che potrà poi essere “incassato” nel prossimo futuro, ma la strategia sembra concreta e in grado di dare frutti a lungo termine. La domanda, tuttavia, rimane: gli altri club seguiranno questa strada? E che ruolo avrà la FIGC in questo processo di sviluppo dei giovani calciatori italiani?
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E chi se frega? Va bene così
E l’unico italiano un cretino c’è zaniolo …bella roba
Lo specchio della crisi italiana lo trovate nelle rose delle formazioni primavera. Tutto il resto è una conseguenza.
Veramente e’ una scelta precisa . Da commerciante non da tifoso.
Ma si svegliano solo adesso? Sono anni che siamo in balia di cioffeche straniere e infatti quante Champions abbiamo vinto ? E allora facciamo giocare gli Italiani
Ma da quando in qua le società dovrebbero fare le rose per aiutare la nazionale? Come dice De Laurentiis le società di serie A pagano la federazione e pertanto non hanno doveri . Lui addirittura minaccia di uscire dalla FIGC e creare una federazione ad hoc con solo le società di serie A. Secondo me, il futuro sarà senza nazionali senza le pagliacciate dei mondiali e europei. Il calcio gira attorno ai soldi , finché ci saranno, tutto il resto non conterà più.
Avanti così, i mondiali nel xxll secolo
E x finire due allenatori stranieri in panchina ,niente mondiali ancora x un bel po di tempo mi sa.
6/11 in campo, devono, DEVONO essere italiani. PUNTO. Bisogna aver coraggio di cambiare!
+ i 2 allenatori