In un’intervista esclusiva con Flashscore, il Group Technical Director di Udinese e Watford, Gianluca Nani, ha condiviso dettagli sulla sua lunga carriera nel calcio, esplorando come ha contribuito a costruire squadre vincenti, come quelle che hanno visto protagonisti leggende del calibro di Andrea Pirlo e Roberto Baggio, e come oggi gestisce lo sviluppo di talenti al suo attuale club.
Il segreto dietro la scoperta di Pirlo e Hamsik
Gianluca Nani non ha solo assistito alla nascita di alcune delle più grandi carriere del calcio, ma è stato anche colui che ha “scoperto” Andrea Pirlo e Marek Hamsik durante la sua esperienza al Brescia dove ha portato anche calciatori del calibro di Roberto Baggio e Pep Guardiola. Parlando di Hamsik, Nani ricorda come la scoperta del talento slovacco sia stata il frutto di una semplice visita a un torneo giovanile, ma anche della sua capacità di agire tempestivamente. Secondo Nani, “Quando un giocatore è speciale, lo vedono tutti. Ma significa arrivare prima degli altri.” il commento sulla scoperta dell’ex capitano del Napoli. Per scoprire un giocatore bisogna arrivare prima degli altri: “Dico sempre che scoprire un grande giocatore non significa essere gli unici a vederne il talento: quando un giocatore è speciale, lo vedono tutti. Significa arrivare prima degli altri. Questa è la chiave. È così che funzionano i sistemi di scouting dell’Udinese e del Watford: organizziamo i nostri viaggi per arrivare per primi. È successo con Marek, e succede ora con i giocatori che arrivano qui grazie al sistema di scouting della famiglia Pozzo.”
Un approccio diverso allo scouting
A differenza dei metodi moderni, dove applicazioni come Wyscout permettono a chiunque di osservare i giocatori da remoto, Nani ricorda che “prima dovevamo viaggiare e fare ricerche sul campo.” Oggi, pur utilizzando le statistiche per creare un “avatar fisico” per ogni posizione, Nani sottolinea che l’istinto dello scout è ancora fondamentale per scoprire giovani talenti.
La visione del futuro: giovani come Hamsik e Mlacic
Oggi l’Udinese è famosa per aver sviluppato giovani talenti che spesso approdano a club più grandi. Nani menziona esempi come Juan Arizala e Branimir Mlacic, entrambi giovani promesse arrivate in gennaio e già nel mirino di top club. Nani ribadisce che non si possono competere con club come Inter o Milan sul piano economico, ma si può farlo “offrendo ai giovani una reale possibilità di giocare.” La forza di Udinese sta nella sua organizzazione, che permette ai giocatori di esprimere al meglio il loro potenziale.
Sviluppo e crescita: l’arte della gestione del talento
Nani non si limita a scoprire i talenti, ma mette in evidenza l’importanza del lavoro di gestione che inizia dal momento in cui un giocatore firma il contratto con il club. La crescita non è mai automatica: “Bisogna curare ogni dettaglio“, afferma Nani, ricordando che il club non ha un grande budget e ogni errore potrebbe essere costoso.
La sinergia tra Udinese e Watford: una grande opportunità
Una delle caratteristiche che distingue il lavoro di Nani è la sinergia tra Udinese e Watford. I due club collaborano per offrire opportunità ai giocatori, come nel caso di Keinan Davis, che, dopo non aver trovato spazio al Watford, ha trovato successo all’Udinese, dove si sta esprimendo al meglio.
Il futuro del calcio: dalla passione alla professione
Nel corso della sua carriera, Nani ha assistito alla crescita di numerosi giocatori, tra cui Zaniolo, che ha descritto come un esempio di come l’Udinese aiuti a tirare fuori il meglio dai suoi giovani. Nani crede fermamente che il lavoro di squadra sia fondamentale, e il suo approccio si fonda su una visione a lungo termine, anche per quei giocatori che, come Pirlo e Guardiola, sono destinati a diventare leggende del calcio.
“A Brescia, una volta ingaggiato Roberto, tutto è diventato più facile. Persino l’ingaggio di Pep Guardiola. Quando hai due dei migliori giocatori al mondo, anche se all’epoca erano già veterani, è facile convincere gli altri. Erano dei veri campioni anche fuori dal campo. Ricordo Pep Guardiola che andava a prendere i ragazzi dell’accademia per portarli all’allenamento. Riuscite a immaginarlo? Immaginate di essere un ragazzino di 11 anni in macchina con l’ex capitano del Barcellona ! Che personaggio!“
Non manca il paragone con la storia bianconera: “Anche qui a Udine è la stessa cosa. Molti grandi giocatori sono passati per l’Udinese: Alexis Sanchez , Amoroso, Handanovic e Di Natale, giusto per citarne qualcuno.“
L’importanza della formazione: non solo la tecnica, ma anche il carattere
Quando gli viene chiesto di quali giocatori abbia scoperto con grande successo, Nani fa riferimento a Hamsik e Mlacic, sottolineando che la mentalità è tanto importante quanto la tecnica. Hamsik, in particolare, aveva una maturità fuori dal comune per la sua età: “Aveva la mentalità di un trentenne“, ricorda Nani. L’approccio al gioco, la personalità e la capacità di gestire la pressione sono qualità che fanno la differenza.
Una personalità che Nani sembra aver ritrovato proprio in Mlacic: “Ha 18 anni, ma ha la mentalità di un uomo. Dal modo in cui ti guarda negli occhi e dalle domande che fa, capisci che ha quel qualcosa in più.“
Da Roby Baggio a…Nicolò Zaniolo
“Se si guarda la lista dei giocatori che sono cresciuti nel nostro settore giovanile, è facile presentare il progetto. Prendiamo Nicolò Zaniolo , ad esempio. Ha giocato per Galatasaray , Roma, Atalanta , Aston Villa . Ha dichiarato pubblicamente che all’Udinese tutti ti mettono nelle condizioni di esprimere al meglio il tuo potenziale.“, dichiara Nani sul suo attuale N°10 che ha portato lui stesso a vestire il bianconero come aveva fatto con un certo Roberto Baggio a Brescia.
E poi sull’Udinese: “Siamo una piccola città di 100.000 abitanti che compete con metropoli da cinque milioni. Il nostro punto di forza è l’organizzazione: allenamento, alimentazione e prevenzione degli infortuni. Per noi, un giocatore infortunato è un fattore determinante perché non disponiamo di una rosa molto ampia.“
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Bla bla bla come i precedenti
Il fatto che l’Udinese prende 20 giocatori giovani da tutto il mondo e magari tra quei 20 c’è 1 o al massimo 2 futuri talenti che dopo vendono magari 5 volte quello che l’hanno pagato! E questo lo chiami successo? Io l’ho chiamo saper fare soldi!
Quando vai nelle coppe europee o vinci una Coppa Italia allora puoi dire di avere successo
👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏✋