Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha recentemente discusso con “The Athletic” una serie di idee per riformare la Serie A, tra cui la proposta di ridurre il numero delle squadre da 20 a 16. Sebbene non si tratti di una novità assoluta, bensì di una proposta che viene ciclicamente tirata fuori dai grandi club italiani, De Laurentiis sottolinea che questa modifica è necessaria per rendere il campionato più competitivo e “alleggerirlo”.
Le piccole realtà, cuore pulsante della passione per il calcio, escluse in favore dei diritti TV di DAZN e Sky
Il presidente del Napoli non si ferma alla semplice riforma della Serie A. Secondo lui, infatti, le squadre con un numero di tifosi inferiore a un milione dovrebbero essere escluse dalla massima divisione.
De Laurentiis ritiene che le squadre provenienti da città più piccole, con una base di sostenitori limitata, non abbiano alcun valore per le piattaforme televisive come DAZN e Sky. La sua logica è semplice: se una squadra non garantisce un alto ritorno economico in termini di pubblico e visibilità, non dovrebbe far parte del campionato di Serie A. Una visione che potrebbe minare non solo la competizione sportiva, ma anche l’autenticità del calcio come fenomeno di massa e come espressione di passione popolare.
Il valore delle piccole realtà nel calcio
De Laurentiis, nelle sue astruse elocubrazioni, sembra volutamente ignorare un elemento fondamentale del calcio: la passione dei tifosi. Le squadre più piccole, seppur con un seguito numericamente inferiore, sono spesso il cuore di una comunità, dove la fedeltà e l’amore per la maglia sono ancora più intensi.
La visione proposta dal presidente del Napoli rischia di mettere da parte queste realtà, che costituiscono una parte essenziale della tradizione calcistica. Come affermato dallo stesso De Laurentiis, se una squadra ha “solo” 50.000 abitanti e un numero limitato di tifosi, “quante persone seguiranno davvero una partita?” Secondo lui, se una squadra non ha almeno un milione di tifosi, non dovrebbe nemmeno essere in Serie A.
La passione dei tifosi: fattore svilito e sottovalutato
Questa mentalità commerciale che De Laurentiis promuove rischia di ridurre il calcio a una mera questione economica, svuotandolo della passione che lo rende speciale.
Le tifoserie più piccole, con i loro legami profondi con le squadre, alimentano una passione che va ben oltre il semplice risultato sportivo. L’idea di un campionato sempre più esclusivo, dove l’aspetto economico prevale su quello emotivo, potrebbe allontanare i tifosi, che sono il vero motore del calcio, dalla loro passione per il gioco.
Proposte tanto radicali quanto astruse
De Laurentiis non si limita a proporre una riduzione delle squadre, ma lancia anche altre idee che stravolgerebbero le dinamiche del gioco. Tra queste, la modifica delle regole, come la riduzione della durata delle partite a 50 minuti con tempo effettivo, l’introduzione di penalità per ammonizioni ed espulsioni (5 minuti fuori per ogni ammonizione, 20 minuti per ogni espulsione), e una pausa più breve tra i tempi. Inoltre, il presidente ha sollevato la proposta di una Superlega con le squadre più forti d’Europa e ha avanzato l’idea di portare alcune squadre USA in Champions League per globalizzare ulteriormente il calcio. Proposte che sollevano molte perplessità, specialmente per quanto riguarda l’autenticità del calcio come sport popolare.
Non mancano le critiche e le preoccupazioni per il futuro del movimento
Molti osservatori e tifosi si sono mostrati molto scettici nei confronti delle proposte di De Laurentiis. Sebbene alcune possano sembrare innovazioni sensate, come l’introduzione di tecnologie per migliorare l’esperienza di gioco, molte altre idee sono viste come poco praticabili e potenzialmente dannose per l’essenza del calcio.
La proposta di una Superlega, come era già successo in passato, ha suscitato forti critiche, ricordando le difficoltà che tale progetto aveva incontrato in passato. La maggior parte delle idee di De Laurentiis sembrano voler spingere il calcio sempre più verso la commercializzazione, a discapito della sua tradizione.
Il calcio è Passione non solo busisness
Le proposte avanzate da Aurelio De Laurentiis pongono una seria questione sul futuro del calcio. Se l’obiettivo è quello di massimizzare i profitti e creare un campionato più esclusivo, si rischia di perdere ciò che rende davvero unico il calcio: la passione dei tifosi.
Senza il calore delle tifoserie, il calcio perderebbe la sua magia e sarebbe destinato a diventare un semplice prodotto commerciale. Sebbene le innovazioni siano necessarie, non bisogna dimenticare che la vera forza del calcio risiede nell’emozione che suscita nelle persone.
Seguici su
Aggiungi calcioudinese.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Amico dei Pozzo e gli venderanno anche Zaniolo 👎👎👎👎👎👎👎👎👎👎
Via dalla serie A la squadra non italiana…
Fatevi un campionato a 10 squadre perché saranno solo quelle che arrivano a tali numeri però quando vieni a chiedere giocatori devi stapagarli
Cjoc cence bevi une gote… Ridin sû. Salût 🍷 e alè UDIN! ⚫⚪
Via il monopolio televisivo e tornare allo stadio alla domenica !
Se va via lui sentiremo meno deliri e buffonate, questo veramente ha bisogno della 104
Doveva arrivare il 2026 a portarci questo personaggio che ci aiuta a capire come funziona la vita.
Come avremmo fatto altrimenti?
Date un Nobel a quest’uomo!
Pagliaccio 🤡 🤮🤮🤮🤮
Gigino leccategli ancora il c..o con tuo padre carnevale ecc 👎
Così dopo nessuno guarda più il calcio.