L’ex regista dell’Udinese Gaetano D’Agostino, è intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, dove ha condiviso le sue opinioni sull’attuale situazione della squadra friulana. Nel corso dell’intervista, D’Agostino ha parlato della politica del club, incentrata sulla valorizzazione dei talenti per poi venderli sul mercato. “L’Udinese ha una tradizione che parla chiaro. Giocatori come Davis, Zaniolo e Atta emergono in questo contesto“, ha affermato l’ex centrocampista. Secondo lui, se il club ritiene che un giocatore sia “vendibile“, gli concede il tempo necessario per esprimersi al meglio, ma senza grandi ambizioni sul lungo periodo.
L’approccio pragmatista di D’Agostino
D’Agostino ha poi sottolineato che, a suo avviso, l’Udinese non ha un progetto di crescita a lungo termine, ma si concentra su singoli exploit dei giocatori che potrebbero portare a risultati importanti.
“Non credo nel progetto“, ha dichiarato con fermezza. Secondo lui, se un club come l’Arsenal dovesse offrire 50 milioni per Atta, l’Udinese non esiterebbe a cederlo, così come accadrebbe con Davis se una proposta simile arrivasse. “È giusto così, ma poi bisogna ripartire da zero“, ha aggiunto.
Il rischio di un ciclo continuo
Proseguendo la sua analisi, D’Agostino ha messo in evidenza un aspetto che secondo lui caratterizza l’Udinese: l’incertezza dei risultati. Se la squadra riesce a vendere i suoi talenti, l’anno successivo potrebbe ritrovarsi a lottare per la Champions League, ma anche a rischiare la salvezza fino all’ultima giornata. Questo, per D’Agostino, non rappresenta un vero progetto, ma piuttosto una “fabbrica di giocatori vendibili“. Il club, secondo l’ex regista, non ha l’appeal di altre realtà italiane o europee, e questo costringe l’Udinese a gestire la situazione in modo diverso rispetto ad altri club.
L’allenatore: “Punto fermo, ma…“
Secondo le parole di D’Agostino, l’Udinese sembra essere bloccata in un ciclo continuo di cessioni e ricostruzioni, senza una chiara ambizione di crescita a lungo termine. L’ultima analisi dell’ex centrocampista bianconero riguarda l’attuale tecnico dell’Udinese, il tedesco Kosta Runjaic: “E’ un punto fermo perché sta dimostrando di essere preparato, ma non per portare la squadra ad alti livelli“
Seguici su
Aggiungi calcioudinese.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Perché lui aveva un progetto, andare al Real ??? Dopo Udine la fiorentina e poi ⤵️
lo sappiamo da una vita però ogni tanto si vede il top
I fenomeni hanno perso contro il parma🤣🤣🤣
Infatti la società ha come unico scopo il profitto.
E’ un modo per fare business
Ma questa metodologia ha limiti per la nazione Italia ma vantaggi per la società Udinese e questo è dovuto solo ed esclusivamente a ciò che viene concesso dal punto di vista normativo ed economico
Quindi… se la Federazione come ad esempio fa la Spagna, potesse diminuire la tassazione e le modalità di pagamento di un giocatore italiano e aumentasse la tassazione per l’acquisto di giocatori europei allora si avremmo un’Udinese ricca di talenti italiani
That’all
Una fabbrica di calciatori stranieri come il Como.
Non avere Italia/ italiani
Purtroppo le piccole devono tirare a campare agendo in questo modo. Mi pare che 31 anni di A ne siano l’esempio.
I giocatori importanti passano da Udine come da altre piazze provinciali ma non rimangono. È fisiologico.
Non fa una piega
Ha parlato il fuoriclasse