Andrea Gervasoni è arrivato con serenità alla Caserma “Silvio Novembre“ di Milano, ieri alle 11:00 del mattino, accompagnato dal suo avvocato. Il suo obiettivo era quello di chiarire la sua posizione in merito all’indagine in corso. Dopo quattro ore di interrogatorio con il pubblico ministero Maurizio Ascione, l’ex arbitro ha espresso fiducia nella magistratura, dichiarando: «Mi sono messo a disposizione del magistrato e rimango in attesa. Ho fornito tutte le risposte necessarie e spiegato la mia posizione con tranquillità.»
Le accuse su Salernitana-Modena
Le indagini riguardano un’intercettazione che suggerisce una possibile interferenza di Gervasoni sulla sala Var per influenzare la decisione relativa a un rigore, poi annullato, nella partita Salernitana-Modena del 2025. Nonostante la gravità della questione, Gervasoni ha smentito fermamente le accuse, sostenendo che non ha avuto alcun ruolo nell’influenzare l’assegnazione o la modifica della decisione del rigore.
Gervasoni respinge ogni accusa
L’avvocato Michele Ducci ha confermato la versione del suo assistito, spiegando che Gervasoni non era presente nella sala Var della Serie B durante Salernitana-Modena, ma era impegnato nel ruolo di VAR per la Serie A, in un’altra sede. Ducci ha aggiunto: «Non è stato effettuato alcun intervento, nemmeno durante Inter-Roma. La decisione su quella partita è stata presa in pochi secondi e non c’era il tempo per un’eventuale pressione.»
Il caso degli arbitri “graditi“
Un altro tema al centro delle indagini riguarda le presunte riunioni a San Siro, nel 2025, dove si sarebbe deciso il favore verso determinati arbitri. Gervasoni, attraverso il suo legale, ha precisato di non essere coinvolto in tale vicenda, spiegando: «Non siamo Rocchi e non è tra le nostre imputazioni. Non abbiamo parlato di questo aspetto durante l’interrogatorio.»
Rocchi non si presenta all’interrogatorio
Infine, un altro protagonista del caso è l’ex designatore degli arbitri, Rocchi. Secondo quanto riferito, il PM Ascione non ha avuto modo di interrogarlo poiché, su consiglio del suo avvocato, Rocchi ha deciso di non presentarsi all’interrogatorio. Non avendo ancora accesso al fascicolo delle indagini preliminari, ha preferito non rispondere, dichiarando di non essere in grado di difendersi adeguatamente in quella sede. Si prevedono nuovi sviluppi nelle prossime settimane.
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