Chauvin: “Assolutamente non sono sorpreso dalla crescita di Atta”

L'allenatore delle giovanili francesi: "Il suo trasferimento al Metz la svolta. In nazionale la sua trasformazione completa da attaccante a centrocampista"

Sei gol e quattro assist in stagione non sono che una parte del sorprendente percorso di Arthur Atta, giovane stella dell’Udinese di Kosta Runjaic. Il suo impatto sulla squadra, che attualmente occupa l’undicesimo posto in classifica, ha attirato l’attenzione dei club più importanti. Tuttavia, chi lo conosce bene, come l’ex responsabile delle nazionali giovanili francesi, Landry Chauvin, non si sorprende più di tanto. “Il suo rendimento non mi stupisce affatto“, ha dichiarato Chauvin in un’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni dei colleghi di gianlucadimarzio.com, a conferma della continua evoluzione del calciatore.

Da attaccante a centrocampista: la trasformazione in un talento completo

Chauvin, che ha seguito Atta durante la sua crescita calcistica, ha sottolineato come il giovane talento abbia saputo adattarsi rapidamente a nuovi ruoli. Inizialmente attaccante, Atta ha poi sviluppato anche ottime capacità da centrocampista, facendo dell’inserimento offensivo la sua caratteristica principale. “Giocava da attaccante quando era più giovane”, spiega Chauvin. “Questo gli ha permesso di adattarsi facilmente ad altre posizioni in campo, senza difficoltà“.

Difficoltà iniziali, poi l’esplosione nel Metz

Come spesso accade con i giovani talenti, il cammino di Atta non è stato privo di ostacoli. Durante l’adolescenza, ha dovuto affrontare alcuni problemi fisici che hanno rallentato il suo percorso. Tuttavia, il trasferimento della sua famiglia al Metz, dove suo padre Eric lavorava come responsabile scouting, è stato il punto di svolta. “Arthur ha avuto qualche difficoltà di crescita, ma quando la sua famiglia si è trasferita al Metz, il suo talento è esploso“, racconta Chauvin. “Probabilmente aveva bisogno di trovare l’ambiente giusto per crescere“.

La trasformazione in nazionale

Chauvin ha avuto l’opportunità di allenare Atta in occasione del torneo di Tolone, dove il francese ha dato il massimo, segnando un salto di qualità importante. “Ho avuto modo di allenarlo al torneo di Tolone e ha giocato in maniera impeccabile, dimostrando grandi progressi”, racconta. “Volevo portarlo al mondiale di categoria, ma il suo club non riusciva a liberarlo in quel periodo non essendo una data FIFA”.

Il segreto del suo successo

Nonostante le sue già ottime capacità tecniche, Chauvin ritiene che il vero segreto del successo di Atta sia la sua personalità e la sua costante voglia di migliorarsi. “Quando ha esordito tra i professionisti, il suo allenatore non credeva in lui e così Arthur ha deciso di trasferirsi in Italia“, spiega Chauvin. “È un grande lavoratore, e questa sua dedizione lo ha portato a conquistarsi il suo spazio. La sua famiglia gli ha trasmesso equilibrio e umiltà, qualità che gli hanno permesso di superare le difficoltà“.

Un sogno che si sta realizzando per Atta, che potrebbe anche arrivare a giocare per la Francia a livello maggiore. “Penso che per il Mondiale sia ancora troppo presto, ma sicuramente ne sentiremo parlare nei prossimi anni. Potrebbe anche scegliere di giocare per il Benin, la nazione di suo padre, ma credo che inizialmente opterà per la Francia“.

Il mercato e le prospettive future

L’ottima stagione di Arthur Atta all’Udinese ha attirato l’attenzione dei club più grandi, accendendo i riflettori sul giovane talento. Tuttavia, Chauvin ritiene che il calciatore debba ancora compiere un passo intermedio prima di approdare in una delle top squadre europee. “Arthur ha ancora molta strada da fare, prima di poter approdare in una grande squadra europea“, afferma Chauvin. “Un club come il Como, con un allenatore esperto come Fabregas, potrebbe aiutarlo molto nel suo percorso di crescita“.

La sua intelligenza tattica, superiore alla media, e la sua capacità di mettere sempre il gruppo al primo posto sono caratteristiche che lo premiamo oggi. “Arthur in campo respira calcio. La sua priorità è sempre quella di mettere il compagno nelle migliori condizioni possibili, ed è questo che lo sta premiando“.

Redazione

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