“Senza finanza non si fanno stadi né si comprano giocatori”, il monito di Campoccia

Udinese, governance e sostenibilità: il vicepresidente parla al convegno milanese

Il convegno “Sport e Finanza: Trasparenza, governance e asset infrastrutturali nell’industria dello sport”, svoltosi ieri a Milano, ha riunito professionisti del settore: avvocati, dirigenti di club, rappresentanti delle Federazioni e dell’Istituto per il Credito Sportivo. Tra gli ospiti, Stefano Campoccia, vicepresidente dell’Udinese, ha discusso soprattutto della questione stadi, un tema centrale per il futuro del calcio italiano.

Il ruolo della finanza nello sport

Campoccia ha esordito sottolineando la connessione tra finanza e infrastrutture: «Senza risorse economiche non puoi costruire uno stadio, non puoi acquistare giocatori e sei costretto a cederli. La sostenibilità va interpretata dove serve», ha affermato.

Stadi: un investimento complesso

Riferendosi al contributo di Francesco Sciaudone, Campoccia ha spiegato: «Se ci si pone come finanziario o avvocato, si potrebbe pensare: conviene fare gli stadi? La realtà è complessa. La finanza si basa sulla sostenibilità del debito a lungo termine o sulla possibilità di generare plusvalenze tramite il private equity. Entrambe le strade oggi richiedono un modello sostenibile. La retrocessione, per chi non fa parte dei grandi club come Inter, Milan o Juventus, rappresenta un ostacolo importante».

Governance e continuità

Secondo il vicepresidente friulano, «serve una governance solida, una reputazione affidabile e un progetto a lungo termine. Non si possono cambiare dirigenti ogni due anni né fare scelte di breve periodo». Campoccia ha ribadito come non serva un commissario per gli stadi, quanto piuttosto stimolare l’imprenditoria privata, spiegando che pochi investono per motivi di sostenibilità economica diretta.

Gestione sostenibile dei club

«Chi investe in uno stadio deve considerare i ricavi decrescenti e pianificare in modo organico», ha sottolineato Campoccia. «Serve governance e sostenibilità. Non bisogna avere timore di ammettere che molte squadre tra Serie A e B operano in perdita e che questa deve essere compensata con una gestione accorta».

Redazione

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Sergio
3 mesi fa

NEANCHE CON DUE SOCIETÀ FAI CRESCERE UNA CIAO ✋✋✋✋

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