Con un risultato netto, Giovanni Malagò è stato eletto alla guida della FIGC ottenendo 343.084 voti, pari al 68,58% delle preferenze. Il suo avversario, Giancarlo Abete, si è fermato al 29,17%, confermando una vittoria ampia e decisiva.
Si apre la fase del nuovo corso federale
L’elezione segna l’inizio di una nuova fase per il calcio italiano, con l’obiettivo di rafforzare struttura, governance e competitività del sistema. La scelta di Malagò viene letta come un segnale di continuità, ma anche di rinnovamento nei vertici federali.
Con il nuovo assetto, si rafforza anche la posizione di Roberto Mancini come possibile guida tecnica della Italia. L’ex CT azzurro viene considerato una delle opzioni principali per il rilancio del progetto tecnico della Nazionale. L’alternativa è quella di un altro ritorno sulla panchina azzurra ossia quello di Antonio Conte che ha appena terminato il suo impegno biennale con il Napoli con cui ha vinto uno Scudetto. Come direttore tecnico della FIGC prende quota la candidatura di Paolo Maldini.
Consiglio federale confermato in blocco
In parallelo è arrivata la conferma dell’intero consiglio federale. Per la rappresentanza della Serie A restano figure di primo piano come il vice presidente dell’Udinese Stefano Campoccia, insieme a Giorgio Chiellini della Juventus e al presidente dell’Inter Giuseppe Marotta.
La composizione del nuovo assetto federale punta a garantire stabilità istituzionale e al tempo stesso a sostenere un progetto di rilancio del calcio italiano, sia a livello di Nazionale che di sistema complessivo.
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Cambiare il presidente perché tutto rimanga come è. L’ organizzatore delle olimpiadi invernali di Cortina, economicamente, un flop. Rimangono debiti da pagare con soldi pubblici.