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Zico compie 70 anni e si racconta: “A Udine due anni indimenticabili!”

L’ex stella dell’Udinese in intervista: “Che rimpianto la mancata convocazione all’Olimpiade del ’72, più della sconfitta con l’Italia al Mondiale dell’82. L’Udinese? Non deve rassegnarsi può ancora centrare l’Europa”

Oggi Zico compie 70 anni che l’ex stella dell’Udinese festeggerà in Brasile insieme a 300 amici, tra i quali alcuni arrivati direttamente da Udine, nel contesto di una serata organizzata dal club carioca del Flamengo.

Ma Zico si è anche raccontato ai colleghi de La Gazzetta dello Sport parlando di calcio, ma anche di sé stesso.

Ecco alcuni dei tratti più interessanti della sua intervista rilasciata al collega Alberto Cerruti.

FAMIGLIA E AMICIZIE – «Sono un uomo fortunato e ringrazio Dio perché non capita a tutti di vivere felice da 52 anni con la stessa donna come è capitato a me con Sandra, una moglie stupenda con cui abbiamo creato una grande famiglia con tre figli e nove nipoti. Con i fratelli e gli altri parenti siamo più di venti e possiamo fare due squadre per giocare a calcetto. E poi ci sono gli amici nei tre Paesi in cui ho giocato, Brasile, Italia e Giappone, che non finirò mai di ringraziare per l’affetto che continuano a dimostrarmi».

I RICORDI – «I primi sono legati al mio Flamengo, che una volta era conosciuto solo a Rio e nel tempo è diventato famoso anche fuori dal Brasile. Poi i ricordi in Nazionale, i due anni indimenticabili a Udine e infine l’esperienza in Giappone, che ho conosciuto quando non aveva tradizione calcistica e oggi invece è una realtà rispettata in tutto il mondo».

RIMPIANTO OLIMPIADE – «Soltanto uno: non avere partecipato alle Olimpiadi del 1972. Avevo segnato il gol della vittoria contro l’Argentina nella gara di qualificazione e meritavo di essere convocato».

MONDIALE DELL”82 – «Quel giorno avete meritato di vincere voi, perché la Nazionale di Bearzot era una grande squadra con grandi campioni. Nel calcio si vince e si perde e bisogna accettare i risultati, anche se a volte non rispecchiano i valori assoluti. Malgrado quella eliminazione, infatti, il Brasile del 1982 è ancora considerato uno dei più forti della nostra storia. Nel calcio succede, perché nemmeno l’Italia vinse il Mondiale nel 1978, quello in Argentina, anche se aveva una grandissima squadra».

L’UDINESE – «Era partita bene con sei vittorie consecutive. Poi ha rallentato, ma è nella parte sinistra della classifica e non deve rassegnarsi perché può ancora puntare a un posto per l’Europa. E se ce la fa torno a festeggiare anch’io».

NAPOLI NON UNA SORPRESA – «Nel calcio di oggi non esiste più la parola “sorpresa”. Se il Napoli diverte in Italia e in Europa, il merito è di Spalletti che ha sempre fatto giocare bene le sue squadre con una mentalità vincente, fin dai tempi in cui portò l’Udinese in Champions. Per questo preferisco vedere il Napoli, piuttosto che altre squadre».

REGALI E ITALIA – «Il regalo per oggi? La salute e non soltanto oggi, per me e per chi mi vuole bene anche in Italia, dove spero di tornare presto perché da voi mi sono sempre sentito come a casa».

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