Ancora Lucca: “Sono molto autocritico, ma una squadra come l’Ajax non ti chiama se non hai qualità”

Ecco la seconda parte dell’intervista all’attaccante dell’Udinese

La seconda parte dell’intervista rilasciata da Lorenzo Lucca nel corso del programma Udinese Tonight andato in onda su Canale 12.

GLI INIZI DI CARRIERA – “Non ho avuto un inizio di carriera facile. Sono andato via di casa a neanche 16 anni, ho lasciato le giovanili del Torino per giocare in Promozione. A consigliarmelo fu un allenatore amico di mio padre, che mi suggerì di fare un passo indietro per farne due avanti. Oggi sono qui e gioco in Serie A, il sogno di tutti i bambini”.

L’ESPERIENZA IN OLANDA CON L’AJAX – “Quando arriva una richiesta del genere non puoi non dire di sì. Ho accettato subito, tutti sapevano quanto volessi fare un’esperienza all’estero. Mi ha sempre affascinato il calcio inglese, per esempio, molto fisico e con tanti spazi. Non è andata come speravo, anche se quando sono sceso in campo ho sempre dimostrato di poter stare in quell’ambiente. È stata comunque una bella scuola”.

L’EREDIVISIE – “E’ meno tattica rispetto alla Serie A. In compenso, mi ha permesso di migliorare tanto sia tecnicamente che mentalmente. Quando la testa ti dice che devi mollare, devi sentire dentro di te che non puoi farlo. Una squadra come l’Ajax non ti chiama se non hai qualità”.

GLI OBIETTIVI – “Sono molto autocritico. Avrei potuto segnare di più, ma lavoro ogni settimana per fare gol e aiutare la squadra a vincere. La Nazionale è il mio obiettivo”.

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